Published On: mer, Apr 8th, 2020

Guida alla nomenclatura botanica

I primi colonizzatori, in America, usavano dare agli alberi nomi di piante già conosciute; venne quindi a crearsi una sorta di confusione, risolta dagli scienziati grazie al principio del naturalista svedese Carlo Linneo. Secondo Linneo, infatti, ogni albero e arbusto ha un nome scientifico binomiale composto da un nome generico (solitamente un sostantivo) comune a tutti gli alberi dello stesso genere, più un nome specifico (solitamente un aggettivo) riferito ad una singola specie. Entrambi i nomi vengono scritti in corsivo, con il primo caratterizzato dall’iniziale maiuscola. Ad esempio, Helianthus annuus (il Girasole).

Talvolta, però, in una specie possono esserci delle varianti, ad esempio nel colore delle foglie o dei fiori; tali differenziazioni, se presenti in natura, conferiscono la denominazione di varietà, aggiungendo un ulteriore nome scientifico preceduto da una sigla che ne indica la categoria. Se la variazione dovesse essere presente in alberi coltivati (in un giardino botanico o come risultato di incroci intenzionali che favoriscono un ibrido), l’albero viene detto “cultivar” e il nome viene scritto dopo quello scientifico a carattere normale, racchiuso tra virgolette. Inoltre, se entrambi i genitori appartengono allo stesso genere viene inserito il simbolo di ibridazione “x” tra i nomi, ma se si è in presenza di un ibrido tra specie di genere diverso, il simbolo “x” viene anteposto al nome scientifico.  Infine, un’ultima menzione spetta un organo o sua parte costituito da tessuti diversi dal punto di vista genetico che prende il nome di chimera, il cui nome è preceduto dal simbolo +.

Bibliografia: Nature Lover’s field guide to trees and shrubs. Immagine credit: Pixabay.com 

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it