Published On: ven, Apr 17th, 2020

Norvegia, scioglimento dei ghiacci porta alla luce manufatti dell’età del ferro romana

L’aumento delle temperature globali sta fondendo enormi porzioni di ghiaccio sul globo, rivelando ciò che hanno custodito per migliaia di anni. Lo scioglimento dei ghiacciaio di Lenbreen in Norvegia, ha permesso il ritrovamento di antichi manufatti di grande valore storico risalenti all’età del ferro romana. La scoperta, avvenuta in un’area montuosa a circa 200 miglia a nord-ovest di Oslo, ha portato alla luce oltre 100 oggetti, tra cui abiti, strumenti, attrezzature e ossa di animali. Tra questi un bastone da passeggio, scarpe, una tunica romana probabilmente utilizzata per prevenire l’ipotermia, un ago in legno, un guanto dell’era vichinga, un coltellino di ferro, resti di slitte e ferri di cavallo.
Questa nuova ricerca guidata da Lars Holger Pilø, co-direttore del Glacier Archaeology Program nella contea norvegese di Innlandet, ha esaminato le date al radiocarbonio di 60 oggetti raccolti a Lendbreen.

“Su 60 di questi reperti è stata utilizzata la datazione al radiocarbonio, che ha fatto luce sul periodo in cui questo luogo raggiunse l’apice per il traffico locale da e verso le fattorie estive d’alta quota“, ha spiegato James Barrett del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Cambridge. L’area del ritrovamento, grande quanto 35 campi da calcio, si trova al di sopra del limite boschivo, in una zona impervia accessibile solo dopo una dura escursione. Un tempo essa rappresentava un passaggio fondamentale per gli scambi commerciali. Era attraversata probabilmente al termine dell’inverno astronomico sino alla fine dell’estate e il suo declino fu probabilmente causato da una combinazione di cambiamenti economici, climatici e pandemie tardo medioevali, inclusa la peste nera. Lo studio completo è stato pubblicato sulla rivista Antiquity.

Riferimenti bibliografici e fotografici: Espen Finstad, Antiquity

 

 

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it