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Un segnale senza precedenti dai buchi neri

Un segnale senza precedenti da oggetti di dimensioni irregolari offre agli astronomi una visione di come ruotano i buchi neri.

L’interazione tra buchi neri di massa approssimativamente uguale rappresenta un evento ampiamente documentato, ma per la prima volta i ricercatori hanno svelato (in una riunione virtuale dell’American Physical Society) di aver osservato una fusione tra corpi celesti di massa dissimile a 2,4 miliardi di anni luce dalla Terra.

La differenza tra i due oggetti, pari a 8 masse solari il primo, e a 31 masse solari il secondo, ha creato uno squilibrio che ha permesso al buco nero più grande di distorcere lo spazio circostante, obbligando l’antagonista a deviare verso una spirale perfetta. Identificato come GW190412, l’evento fornisce un’ulteriore prova alla teoria generale della relatività. In particolare, i ricercatori sono stati in grado di utilizzare questi dati per discernere la “rotazione” dei buchi neri, in modo da far luce sulla formazione e sul motivo per cui siano arrivati ad orbitare uno intorno all’altro. Inoltre, accumulare molte di queste misurazioni potrebbe fornire un nuovo modo di mappare la storia dell’espansione dell’Universo.

Lo studio, pubblicato su arXiv, è stato ottenuto grazie dai due cacciatori gemelli di onde gravitazionali americani Ligo, della National Science Foundation (Nsf), e dall’europeo Virgo, dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego). Una collaborazione solida che continuerà a divulgare i risultati ancora in fase di analisi.

Fonti bibliografiche e fotografiche: arXiv, Pixabay

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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