Published On: dom, Apr 26th, 2020

Risorse idriche e consumi di acqua nel mondo

Dove c’è acqua c’è vita ed il nostro pianeta è ricco di acqua e pieno di vita.

La Terra è coperta per il 71% dagli oceani, e solo il 29% da terre emerse, tant’è che sarebbe stato più logico chiamare il nostro pianeta Acqua.

Peccato però che quasi il 97% di tutta quest’acqua è costituita dagli oceani, quindi salata ed inutilizzabile a scopi umani. Le acque dolci invece composte da fiumi, laghi, calotte polari ed acque sotterranee sono solamente il 3%. Di questa minima parte, il 2% è rappresentato dall’acqua trattenuta nelle calotte polari, mentre lo 0.7% è suddiviso tra le acque sotterranee o freatiche ed acque superficiali.

La stragrande maggioranza delle acque dolci viene in gran parte utilizzata dal settore agroindustriale che da sola consuma circa il 90%, mentre solo l’8% viene utilizzati per tutti gli altri fabbisogni dell’uomo, quali quelli domestici ed alimentari.

Ma c’è da dire però, che oggi nel mondo, quasi 2 miliardi di persone (cioè il 26% della popolazione mondiale) non riesce ad avere approvvigionamenti di acqua potabile sufficienti, e la maggior parte di essi non hanno accesso a nessun genere di servizio idrico, nemmeno per lavarsi le mani (acque non potabili).

La distribuzione delle acque superficiali, dovute cioè alle precipitazioni annuali, è così ripartita:

– Nord America: 18.300 km3

– Sud America: 28.400 km3

– Europa: 8.290 km3

– Africa: 22.300 km3

– Asia: 32.200 km3

– Australia: 7.080 km3

Le acque più importanti dal punto di vista umano, sono quelle sotterranee o freatiche, in quanto sono le acque che si trovano intrappolate nel sottosuolo e che grazie ad un processo lungo e continuo, divengono acque potabili per il consumo umano. Queste risorse però vengono utilizzate ad un ritmo maggiore del tempo che invece è necessario per la loro formazione. Il consumo di acqua dolce si è sestuplicato nel corso degli ultimi 100 anni e circa un terzo della popolazione mondiale vive in Paesi considerati ad emergenza idrica. Se questo trend dovesse continuare, si prevede che tra circa 20 anni, almeno i due terzi della popolazione mondiale non avrà acqua potabile.

Se consideriamo l’acqua necessaria per produrre i beni e i servizi consumati da un individuo, una comunità o un’impresa, il consumo medio annuo pro-capite di acqua è di 1.250mc e va da i 2.500mc degli Stati Uniti ai 650mc consumati dall’Etiopia.

  1. USA  2.500 mc
  2. Italia 400 mc
  3. Brasile 400 mc
  4. India 000 mc
  5. Cina 700 mc
  6. Etiopia 650 mc

In questa classifica rientra anche l’Italia che in Europa è al primo posto per il consumo di acqua pro-capite e per avere anche la maggiore superfice agricola irrigata, pari a 45.000 kmq.

Mentre i Paesi che maggiormente consumano le acque sotterranee, con un’estrazione annua totale che rappresenta circa il 75% delle acque freatiche presenti nel mondo, sono sette e di seguito l’elenco di questi Paesi in ordine di consumo idrico per anno.

  1. India 80 km³
  2. Iran 47 km³
  3. Pakistan 46 km³
  4. Cina 28 km³
  5. USA 23 km³
  6. Arabia Saudita 20 km³
  7. Messico 10 km³

Secondo le ultime proiezioni di uno studio condotto dai ricercatori dell’RCP 6.0 (Representative Concentration Pathway) nei prossimi 80 anni questi prelievi di acqua dal sottosuolo potrebbero addirittura raddoppiare. Le conseguenze sarebbero catastrofiche e aumenterebbe nitevomente lo stress idrico del nostro pianeta.

Stress idrico nel mondo

Bisogna tenere conto anche delle conseguenze dovute al cambiamento climatico. L’aumento della temperatura media globale causa conseguentemente una diminuzione dell’umidità dell’aria. Con l’aumento di 1°c, l’aria trattiene il 7% in più di acqua. Questo fa aumentare il rischio di siccità, poiché le precipitazioni saranno meno frequenti, ma allo stesso tempo risulteranno più intense, facendo cosi aumentare il rischio e la frequenza delle alluvioni. Le piogge alluvionali sono però anche quelle meno utili per il rimpinguamento delle falde freatiche, in quanto, il terreno non riesce ad assimilare ed assorbire l’acqua alluvionale che è caratterizzata da una maggiore velocità di scorrimento, giungendo in modo molto veloce e tumultuoso verso il mare o i laghi, attraverso le piene di fiumi e torrenti.

È facile dedurre dunque che nell’immediato futuro, bisogna investire in ricerca ed innovazione in modo da educare noi stessi e le generazioni future ad utilizzare con massima attenzione l’acqua, un bene preziosissimo non solo per l’umanità ma anche per la sopravvivenza di tutto il sistema Terra.

Fonti bibliografiche e fotografiche: Rapporto Unicef-Oms; World Resource Institute; 
National Geographic; www.researchgate.net www.suoloesalute.it; pixabay.com

About the Author

- E' laureato in Scienze e Tecnologie Agroforestali ed Ambientali con una tesi sui "cambiamenti climatici in Calabria partendo dall'indice di aggressività delle piogge". E' divulgatore di climatologia e meteorologia, ma non tralascia altre tematiche scientifiche. Contatti: fabio.chipino@geomagazine.it