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Stasera la congiunzione Luna-Venere: naso all’insù dopo il tramonto del sole

Il cielo notturno, in qualsiasi notte dell’anno lo si guardi, rappresenta una delle bellezze naturali più belle visibili ai nostri occhi. Il suo fascino coinvolge da sempre l’umanità, che per tanto tempo l’ha osservato, contemplato, studiato. Oggi, a causa dell’inquinamento luminoso, sempre meno luoghi sono adatti all’osservazione del firmamento, ma lo spettacolo di questa sera sarà a disposizione anche dei cieli urbani. Nel cielo occidentale, poco dopo il tramonto del Sole, sarà possibile osservare la congiunzione tra la Luna e il pianeta Venere.

CONGIUNZIONE – In astronomia una congiunzione è la configurazione planetaria che si determina quando due astri hanno la stessa longitudine o la stessa ascensione retta viste dal centro della Terra. Nel caso di un pianeta interno (con una distanza dal Sole minore di quella della Terra: Mercurio o Venere) o della Luna, la congiunzione può presentarsi in due configurazioni diverse. Se il pianeta si trova nella stessa direzione della Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione inferiore; questa posizione corrisponde alla minima distanza dalla Terra. Quando, invece, si trova in direzione opposta dalla Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione superiore; questa posizione corrisponde alla massima distanza dalla Terra.

ALDEBARAN – Poco più in basso della Luna sarà possibile individuare la bellissima stella Aldebaran (di colore arancio), la più luminosa della costellazione del Toro. Distante 66 anni luce dalla Terra, è una gigante arancione 500 volte più luminosa del nostro Sole e una quarantina di volte più grande. Si tratta in realtà di una stella doppia, giacché la principale possiede una piccola e debole compagna. La si incontra tracciando una linea immaginaria che parte dalla cintura di Orione, la parte centrale della costellazione omonima posta ad est di quella del Toro. Aldebaran appare anche come la più luminosa delle Iadi, l’ammasso stellare aperto che con le sue stelle disposte a forma di V marca la testa del Toro. Il nome della stella deriva dall’arabo al Dabarān, che significa “l’inseguitore”, in riferimento al fatto che essa sorge dopo le Pleiadi e quindi sembra inseguirle.

Fonte iconografica: Stellarium, elaborazione Renato Sansone

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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