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SARS-CoV-2: è corsa contro il tempo per il vaccino. Sei in fase di test

A meno di 5 mesi dall’inizio della diffusione del nuovo Coronavirus in Cina, il mondo ha in serbo 90 vaccini in varie fasi di sviluppo, tra cui 6 in fase di test.

Creare un vaccino terapeutico, l’abbiamo ripetuto varie volte, comporta una serie di fasi cliniche che potrebbero richiedere mesi o addirittura anni. Tuttavia, vista la situazione d’emergenza, gli scienziati stanno cercando di accelerare i tempi e semplificare tale processo.

Il comitato tecnico scientifico ha parlato chiaro: durante la fase 2 dovremo abituarci a convivere con il virus, in attesa che un vaccino possa generare l’immunità globale. Questo mese, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a Ginevra, in Svizzera, ha delineato i piani per una sperimentazione clinica che testerà numerosi vaccini in un singolo studio. Ma quali vaccini saranno testati per primi, in che modo sceglieranno il migliore e come sarà misurata e confrontata la loro efficacia?

I criteri per stabilire la priorità dei vaccini in termini di efficacia potrebbero includere la sua capacità di produzione e la risposta immunitaria generata nelle prime prove sull’uomo e negli studi sugli animali.
Richiederà un livello di coordinamento che non è mai realmente accaduto prima e un lasso di tempo che non è mai stato nemmeno immaginato“, afferma Mark Feinberg, presidente e amministratore delegato dell’International AIDS Vaccine Initiative (IAVI) a New York City. “Non è possibile portare 200 vaccini in studi di efficacia“, spiega Seth Berkley, amministratore delegato di Gavi, Vaccine Alliance a Ginevra, che finanzia le vaccinazioni nei paesi a basso e medio reddito.

Abbiamo utilizzato il condizionale perché l’OMS in realtà deve ancora definire i dettagli, ma ha già istituito un gruppo di esperti in grado di farlo; ma non saranno gli unici. Un certo allineamento strategico e coordinamento con altri team in questo sforzo sarà di fondamentale importanza o diventerà tutto molto caotico. Tra i vaccini più accreditati c’è quello svluppato presso il Jenner Institute dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, che è attualmente in fase di sperimentazione iniziale. La sua efficacia potrebbe cominciare a dare i primi frutti tra un paio di mesi, ma si pensa che non sia pronto prima della fine dell’anno.

Un’altra sfida sarà determinare come i diversi vaccini si confrontino tra loro. Non sarà facile, perché potrebbe danneggiare le prospettive commerciali; tuttavia, interessi a parte, questa è una strategia essenziale che dev’essere presa in seria considerazione in virtù della situazione che stiamo vivendo.
Momentum sta costruendo una proposta ancora più radicale per determinare quali vaccini siano efficaci: infettare intenzionalmente volontari giovani e sani, negando la necessità di aspettare che i partecipanti alla sperimentazione vengano infettati naturalmente. Questi studi sulla “sfida umana” sono stati già utilizzati per studiare malattie infettive come la malaria e la dengue, e alcuni ricercatori sostengono che sia l’unico modo per accelerare lo sviluppo dei vaccini.
Tuttavia, potrebbe risultare troppo rischioso senza un farmaco efficace o un test genetico. Fino a quando non avremo un trattamento riconosciuto dovremo modificare il nostro naturale stile di vita.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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