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I cambiamenti climatici hanno modificato la distribuzione dei cicloni tropicali

Secondo una nuova ricerca guidata dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), i cambiamenti climatici hanno influenzato i luoghi in cui si verificano i cicloni tropicali. Nonostante il numero medio globale risulti invariato a 86 annui dal 1980, gli eventi sono aumentati nell’Atlantico settentrionale e nel Pacifico centrale, mentre le tempeste sono diminuite nel Pacifico occidentale e nell’Oceano Indiano meridionale.

Questo schema geografico non può essere spiegato solo dalla variabilità naturale“, ha affermato Hiroyuki Murakami, ricercatore climatico presso il Geophysical Fluid Dynamics Laboratory e autore dello studio.

In particolare, secondo il team, i gas serra, gli aerosol artificiali (incluso il particolato) e le eruzioni vulcaniche, sono le tre forze che influenzano le tempeste.
I primi riscaldano l’atmosfera superiore e gli oceani, permettendo la costruzione dei cicloni anche in presenza di condizioni di maggiore stabilità. Il particolato contribuisce alla formazione di nubi che riflettono la luce solare e la sua riduzione dovuta alle misure preventive, pertanto, permette un surriscaldamento della superficie marina. E infine le eruzioni vulcaniche che, specie durante le eruzioni di El Chichón in Messico nel 1982 e del Pinatubo nelle Filippine nel 1991, hanno causato il raffreddamento dell’atmosfera dell’emisfero settentrionale, spostando l’attività dei cicloni verso sud. Il riscaldamento degli oceani, successivamente, è ripreso dal 2000, portando ad una maggiore attività dei cicloni tropicali nell’emisfero settentrionale.

Dando uno sguardo al futuro i ricercatori prevedono un numero inferiore di cicloni tropicali entro il 2100, ma probabilmente sempre più violenti, perché la temperatura della superficie marina in aumento alimenterà l’intensità e la distruttività delle tempeste tropicali. Il declino, che dovrebbe attestarsi in 17 cicloni in meno in media ogni anno, sarebbe previsto su tutte le regioni, ad eccezione del Pacifico centrale, Hawaii comprese. La ricerca è stata pubblicata su PNAS.

Riferimenti bibliografici: National Oceanic and Atmospheric Administration

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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