Published On: gio, Mag 7th, 2020

C’è un nuovo farmaco contro i morsi di serpente

I morsi di serpente rappresentano uno dei maggiori problemi di salute al mondo più sottovalutati. Ogni anno nel mondo muoiono fino a 130.000 persone, e 400.000 subiscono disabilità fisiche permanenti.

Le persone più colpite vivono in alcune delle comunità più povere del mondo nell’Africa sub-sahariana, in Asia e in America Latina e spesso fanno affidamento su attività agricole per il loro reddito. Spesso, le aree di lavoro sono molto lontane dalle strutture sanitarie, complicando le cose, in quanto le terapie antivirali esistenti devono essere erogate per via endovenosa in contesti clinici adeguati.

La dott.ssa Laura-Oana Albulescu e i suoi colleghi della Liverpool school of tropical medicine, hanno esaminato vari composti che si legano agli ioni metallici come potenziali terapie pre-ospedaliere per il trattamento del morso di serpente. Tra i composti testati, il dimercaprolo e il suo acido 2,3-dimercapto-1-propanesulfonico (DMPS). Il documento del team suggerisce che il DMPS potrebbe essere riproposto come medicina orale per il trattamento delle vittime subito dopo un morso e prima che viaggino verso una struttura sanitaria. Nonostante l’antidoto si renda ugualmente necessario una volta che il paziente arrivi in ospedale, il trattamento precoce con DMPS ha il potenziale per salvare vite nelle aree più povere del mondo e ovviare ai ritardi del trattamento. Un farmaco con licenza che si è dimostrato sicuro e conveniente. La principale autrice, la dott.ssa Laura-Oana Albulescu, ha aggiunto che “il DMPS è un farmaco orale che potrebbe essere facilmente somministrato nella comunità da volontari, immediatamente dopo un morso di serpente. Questo sarebbe un enorme vantaggio nel contribuire a ridurre l’insorgenza della patologia“.
Il morso di serpente è stato recentemente classificato come una tematica scientifica prioritaria dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che da allora ha sviluppato una strategia per dimezzare il numero di decessi e disabilità entro il 2030 migliorando i trattamenti esistenti, sviluppando nuove terapie e responsabilizzando le comunità locali per migliorare il trattamento pre-ospedaliero. L’utilizzo di nuovi composti, come il DMPS, che può essere somministrato per via orale al di fuori di una struttura sanitaria, e potrebbe salvare molte migliaia di vite in questi contesti rurali.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it