Published On: sab, Mag 9th, 2020

La faglia di Sant’Andrea

Celebre per i devastanti terremoti del passato, la faglia di Sant’Andrea è il confine di scorrimento tra la placca del Pacifico e la Placca Nord Americana. Essa divide sostanzialmente la California in due parti; da una parte San Diego, Los Angeles e la regione della costa centrale della California, e dall’altra San Francisco e la Sierra Nevada.

La faglia di Sant’Andrea è una faglia trascorrente. Le placche tettoniche si stanno lentamente muovendo di un paio di centimetri l’anno – circa lo stesso tasso in cui crescono le unghie, ma ciò non avviene con un movimento costante; tale valore è infatti il moto medio ottenuto da periodi di quiete a scorrimenti evidenti. Per anni le placche sono state bloccate con movimenti che le sospingevano l’una contro l’altra, ma improvvisamente il grande terremoto di San Francisco del 1906  causò uno scivolamento di 6,4 metri in un’unica volta.

La faglia si estende per quasi 1300 Km, ma solo in alcune aree si rende visibile in superficie. Lungo la Piana Carrizo (San Luis Obispo County) ad esempio, è semplice scorgere una serie di scarpate e creste. In altri luoghi, invece, è molto meno semplice a causa di frane ed alluvioni che hanno ricoperto il tutto. Il segno distintivo della faglia di Sant’Andrea è la diversità delle rocce, vecchie 28 milioni di anni, su entrambi i lati di essa.

MITI E LEGGENDE – Esistono molti miti e leggende in merito a questa faglia. La più importante è quella che dice che un giorno la California scivolerà verso mare in un grande terremoto. Questo non è assolutamente vero. Non vi è alcuna prova scientifica che lo dimostri, come non vi sono prove di terremoti legati ad alcuni momenti della giornata.

E’ decisamente più accessibile di altre attraverso strade poco affollate, ideali per una gita in famiglia. Ci sono numerosi campeggi, si organizzano molte osservazioni di uccelli, si raccolgono fiori di campo ed è presente una grande fauna selvatica. C’è chi raccoglie rocce e chi osserva le bellezze naturali lungo il suo percorso, attraverso parchi statali e nazionali. Tutto ciò che serve per visitare questo posto unico al mondo è una buona mappa, una vettura confortevole e il giusto desiderio di osservare la faglia più famosa del mondo.

PARKFIELD – Il piccolo paese di Parkfield è situato lungo la faglia di Sant’Andrea. I sismologi hanno scoperto che questa sezione della faglia produce terremoti di magnitudo 6.0 con intervalli regolari di circa 22 anni. Dopo i terremoti avvenuti nel 1857, 1881, 1901, 1922, 1944 e 1966, gli scienziati hanno previsto che un terremoto dovesse colpire Parkfield nel 1993. Questo sisma è in realtà avvenuto nel 2004, a conferma che i terremoti non possono essere previsti in maniera deterministica. Tuttavia, a causa della frequente e regolare attività, Parkfield è diventata una delle località più popolari del mondo in cui tentare di prevedere e registrare grandi terremoti.

Il BIG ONE – Quando si cita la faglia di Sant’Andrea il pensiero volge immediatamente al big one, il mega-terremoto previsto dagli scienziati. Il motivo per cui si attende il grande sisma è lo slittamento delle due placche inferiore alle aspettative, che non avrebbe permesso all’energia di sprigionarsi in modo leggero e costante. Non è chiaro quando ciò accadrà, anche se recenti studi svelano una percentuale compresa tra 63% e 67% che ciò avvenga entro un periodo relativamente breve. Si pensa che l’area più a rischio sia il segmento meridionale, dove non si verificano terremoti superiori al 7° della scala Richter da circa 300 anni.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it