X

Identificato il gene della magrezza

Talvolta mantenersi in forma richiede una buona dose di sacrifici da svolgere in palestra e a tavola. Per altri, tuttavia, restare magri si può anche senza particolari sforzi. E da qui la classica affermazione “beata/o te che non ingrassi!!” Ma perché ciò avviene?

Ora, in uno studio pubblicato sulla rivista Cell i ricercatori, utilizzando un database genetico di oltre 47.102 estoni dai 20 ai 44 anni, hanno identificato il gene della magrezza. Gli individui che non ingrassano a prescindere da ciò che mangiano rappresentano soltanto l’1% della popolazione, come evidenzia Osef Penninger, direttore del Life Sciences Institute e professore del dipartimento di genetica medica dell’Università della British Columbia. “Possono mangiare quello che vogliono ed essere metabolicamente sani. Mangiano molto, non fanno squat e non aumentano di peso“, spiega Penninger. “Tutti studiano l’obesità e la genetica dell’obesità – afferma il ricercatore – ma noi abbiamo pensato di analizzare un nuovo campo di ricerca: la magrezza“.

Questa nuova ricerca ha suggerito che un ruolo determinante nella resistenza all’aumento di peso potrebbe derivare dal cosiddetto gene ALK, noto in vari tipi di cancro, che ha guadagnato la reputazione di oncogene (gene che guida lo sviluppo dei tumori). Il suo ruolo al di fuori del cancro è rimasto poco chiaro, anche se è noto per le sue mutazioni. I ricercatori affermano che le terapie mirate al gene potrebbero aiutare gli scienziati a combattere l’obesità in futuro.

Bibliografia: Cell, Orthofer et al.: “Identification of ALK in thinness” www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(20)30497-9 , DOI: 10.1016/j.cell.2020.04.034

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
Post correlati

This website uses cookies.