Published On: mar, Mag 26th, 2020

21 Dicembre 2020: la “grande congiunzione” tra Giove e Saturno

Quando due astri hanno la stessa longitudine o la stessa ascensione retta viste dal centro della Terra, si verifica una congiunzione planetaria. Tuttavia, se i due astri protagonisti risultano molto appariscenti (come ad esempio Marte, Saturno o Giove) si parla di “grande congiunzione“, un evento visibile soltanto una volta ogni 20 anni. L’ultima grande congiunzione che si ricordi avvenne il 28 Maggio 2000 tra Giove e Saturno, mentre la prossima, che avverrà il 21 Dicembre 2020, sarà la più vicina dal 1623.

Credit: Stellarium – Renato Sansone

A differenza di quella di 397 anni fa, dove i due astri erano apparentemente vicini al Sole, quella di Dicembre sarà perfettamente visibile nelle luci del tramonto nei cieli d’occidente.
Giove brillerà di luce bianco avorio e sarà più luminoso di qualsiasi stella. Saturno brillerà di luce dorata e seppur di magnitudine inferiore, sarà facilmente riconoscibile per la sua luce fissa nel cielo.
Per osservare i due giganti del nostro sistema solare, però, non sarà necessario attendere la fine dell’anno. I due pianeti si renderanno sempre più visibili nei prossimi mesi, raggiungendo l’opposizione tra il 14 e il 20 Luglio rispettivamente. Un duetto luminoso che li vedrà convergere progressivamente e che si potrà ammirare ogni sera, a partire dal tramonto.

I due puntini luminosi, vicini soltanto prospetticamente, sono in realtà dei mondi invivibili.
GIOVE – Distante circa 780 milioni di Km dal Sole, è il pianeta più grande del sistema solare, chiamato appunto “il gigante“. E’ completamente gassoso, composto principalmente da idrogeno ed elio, a parte forse un piccolo nucleo roccioso. Nella sua atmosfera sono visibili tempeste ed aree di alta pressione eccessivamente longeve, alcune in vita da centinaia di anni. E’quindi un mondo quasi virtuale, privo di una superficie su cui atterrare. Tra le sue funzioni, c’è quella di ripulire il sistema solare dai detriti che potrebbero colpire i pianeti interni.
La visione con un semplice binocolo mostrerà un dischetto luminoso circondato da 4 punti luminosi: sono i satelliti galileiani, capaci di modificare la propria posizione ed effettuare transiti ed occultazioni. Tra i fenomeni più suggestivi le eclissi provocate dal disco dei satelliti parallelamente all’equatore gioviano.

Il pianeta Giove – Credit: Nasa

Il grande pianeta mostra l’ellitticità del suo disco e talvolta le principali fasce parallele all’equatore già in un telescopio di 6-7 cm di diametro. Colorazioni e irregolarità delle bande principali che cominciano a rendersi meglio visibili in uno strumento di 10 cm. Utilizzando strumenti di 20 cm o più, Giove mostra dettagli come piccole macchie ovali, sfrangiature e dettagli altrimenti invisibili. Un discorso a parte merita la nota “Grande Macchia Rossa“, un’area anticiclonica più grande della Terra che dura da almeno 350 anni, visibile già in strumenti di 8 cm di diametro. In realtà, recenti osservazioni dimostrano come quest’area si stia rapidamente sfaldando. La sua osservazione risulta già più difficoltosa rispetto al recente passato.

Il pianeta Saturno – Credit: Nasa

SATURNO – Saturno è probabilmente il pianeta, dopo Marte, meglio conosciuto per via del suo splendido sistema di anelli. E’ il più distante dei cinque pianeti visibili facilmente ad occhio nudo, ed appare generalmente con una magnitudine apparente compresa tra zero e uno. E’ anch’esso gassoso come Giove, compie una rivoluzione completa dell’eclittica in 29 anni e mezzo e rappresenta uno degli oggetti più osservati dagli astrofili. Per risolvere facilmente gli anelli è necessario utilizzare un piccolo telescopio e un ingrandimento di almeno 20x, attraverso il quale sarà anche possibile osservare dei puntini luminosi che gli transitano intorno: i suoi principali satelliti naturali.
I suoi stupendi anelli, composti da milioni di piccoli oggetti della grandezza che varia dal micrometro al metro, orbitano attorno al pianeta sul suo piano equatoriale. Con strumenti più grandi è possibile osservare le bande equatoriali del suo globo, oltre ad una suddivisione sempre più dettagliata degli stessi anelli.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it