Published On: mar, Giu 2nd, 2020

C’è vento sugli altri pianeti del Sistema Solare?

Il vento, nostro alleato quando spira a regime di brezza e terribile nemico nelle tempeste più forti. Esso, come vedremo, non è una caratteristica relegata solo al nostro pianeta.

Tra le caratteristiche uniche della Terra vi sono la presenza di oceani di acqua e l’esistenza di grandi quantità di ossigeno libero nell’atmosfera. Agendo come immensi serbatoi di calore, gli oceani attenuano le variazioni generali di temperatura, generando un continuo scambio di energia con l’atmosfera, nella quale le nuvole giocano un ruolo importante per la distribuzione di vapore acqueo. Creati dai movimenti atmosferici, i sistemi di nubi di grandi dimensioni rispecchiano gli spostamenti di masse d’aria. Una dinamica ormai nota.

Su Venere, i venti sulla superficie sono deboli (pochi km/h), ma nella fitta coltre di nubi accelerano bruscamente fino a circa 300 Km/h. Le nubi più alte fanno il giro del pianeta in un periodo di circa 4 giorni e questa rapida rotazione (60 volte più veloce della stessa rotazione planetaria), combinata con il flusso d’aria d’alta quota dall’equatore verso i poli, produce delle formazioni caratteristiche a Y e C di nubi e ‘collari’ polari.

Su Marte le grandi differenze di temperatura tra l’equatore ed i poli marziani creano una potente circolazione atmosferica. In entrambi gli emisferi i contrasti si attenuano in estate (quando il polo è inclinato verso il Sole) e aumentano in inverno. In primavera le elevate differenze di temperatura ai confini della calotta polare in ritiro possono produrre venti particolarmente forti, che sollevano grandi quantità di polvere molto in alto nell’atmosfera. La polvere assorbe così la luce solare, mentre l’atmosfera si riscalda, e ciò a sua volta accelera i venti che sollevano quantità notevoli di polvere. Venti che raggiungono i 400 Km/h e sollevano la polvere che avvolge l’intero pianeta e che non si deposita per mesi (le tremende tempeste di sabbia marziane sono ben visibili anche con piccoli telescopi). E’questa la polvere che regala al cielo di Marte la classica colorazione rossastra.

Le zone luminose di Giove sono regioni in cui la convezione spinge verso l’alto aria umida e calda, mentre nelle bande si verifica una discesa di gas freddi e asciutti. Come risultato della rapida rotazione del pianeta, il movimento da N a S dei gas che traboccano dalle zone viene deviato in forti correnti a getto da est ad Ovest, con velocità di circa 430 Km/h, lungo i confini tra fasce e zone.

Saturno presenta venti zonali molto più forti di quelli di Giove. La corrente equatoriale, in particolare, soffia alla terribile velocità di 1800 Km/h: quattro o cinque volte superiore all’equivalente gioviano!!! Le correnti sono molto ampie e, curiosamente, non sembrano avere alcun rapporto con i confini tra zone e fasce che sono più indefiniti. La loro caratteristica più notevole, è di essere completamente simmetrici rispetto all’equatore: i venti dell’emisfero meridionale sono un’immagine speculare di quelli del Nord. Tutte queste correnti, vortici e macchie in interazione presenti in modo violento nell’atmosfera di Saturno, testimoniano la presenza delle correnti convettive che salgono dall’interno di questo mondo affascinante.

Un po’ meno violenti, ma pur sempre devastanti, risultano i venti su Urano, altro gigante gassoso del nostro Sistema Solare. E’ stato appurato che i venti sul grande pianeta possono raggiungere i 900 Km/h. I venti su Nettuno, infine, sembrano variare da circa 72 Km/h, sino agli 846 Km/h, con punte di 2160 Km/h, che di fatto rappresentano i venti più intensi di ogni altro pianeta del nostro sistema solare. Sulla cima delle nubi, i venti predominanti variano in velocità dai 1440 Km/h lungo l’equatore ai 900 Km/h sui poli, molti dei quali si muovono in direzione opposta rispetto alla rotazione del pianeta.

Abbiamo dimostrato come il vento non sia un fenomeno meteorologico presente soltanto sul nostro amato pianeta, e come i pianeti del Sistema Solare ospitino vere e proprie tempeste inimmaginabili sulla Terra. Tuttavia, non sarà facile al prossimo uragano terrestre immaginare di essere più fortunati di altri mondi…! Come diceva il grande Einstein, tutto è relativo.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it