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Archeologi riportano alla luce i resti del primo teatro elisabettiano

Credit: UCL

Il Red Lion, costruito intorno al 1567, non ebbe particolare successo. Fu fondato da John Brayne, che in seguito costruì The Theatre con James Burbage, suo cognato e membro della compagnia teatrale The Lord Chamberlain’s Men. Il teatro fu la prima casa permanente per le compagnie di recitazione e un luogo che mise in scena le opere di un giovane Shakespeare nel 1590.
Le uniche informazioni conosciute sul teatro del Red Lion provengono da due cause legali del 1567 e del 1569 tra il proprietario, John Brayne, e i falegnami responsabili degli elementi della costruzione del teatro. La prima descrive le impalcature di legno, mentre la seconda menziona una casa contadina chiamata e conosciuta con il nome di Sygne of the Red Lyon, un palcoscenico all’aperto con posti a sedere.
La posizione attuale del Red Lion è stata a lungo dibattuta. L’analisi della mappatura storica suggerisce che fosse ubicato sul sito di Whitechapel, anche se prima degli scavi non era stata rinvenuta alcuna prova fisica.
A gennaio 2019 gli scavi archeologici (nello stesso sito) hanno iniziato a scoprire un’insolita struttura rettangolare in legno di 12,27 x 9,27 metri; una misura già citata nelle cause legali.
Nell’angolo nord-est del sito, di fronte a quello che un tempo era Mile End Green, gli scavi hanno rivelato edifici del XV/XVI secolo che in seguito divennero un complesso tentacolare.
Degli edifici scoperti, due erano probabilmente cantine, identificate come “cantine di birra” dallo specialista Michael Shapland. “Le locande avevano bisogno di un posto fresco e sicuro per conservare i loro drink, dato che la birra si sarebbe consumata molto più rapidamente di quanto non faccia oggi“.
Tutti i reperti sono tornati in laboratorio, dove gli archeologi stanno continuando la meticolosa analisi al fine di affinare interpretazioni e conclusioni.

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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