Published On: gio, Giu 11th, 2020

Nubi nottilucenti nella fredda mesosfera

Le temperature della mesosfera, il terzo dei cinque strati in cui è suddivisa l’atmosfera, sono insolitamente basse. Così fredde da risultare da record. Questo fattore sta causando un numero notevole di nubi nottilucenti, tanto che 48 ore fa sono state segnalate fino al confine tra Utah e Idaho.

Le nubi nottilucenti sono come una lampadina geofisica che si accende ogni anno a primavera inoltrata, raggiungendo il picco massimo di visibilità per 5-12 giorni. Rappresentano le nubi più alte della Terra e furono osservate per la prima volta alla fine dell’800.

Esse si formano ai margini dello spazio, sino a 85 chilometri sopra le regioni polari e la loro presenza è correlata con i minimi solari. Si rendono generalmente visibili tra i 50° e i 70° di latitudine nord e sud, anche se la loro frequenza è molto più alta nei pressi di latitudini più elevate.
Sono composte in realtà da minuscoli cristalli di ghiaccio che brillano dopo il crepuscolo di un blu elettrico quando attraversate dalla luce solare. In particolare si formano quando i frammenti di vapore acqueo estivo si innalzano fino alla mesosfera, permettendo all’acqua di cristallizzarsi attorno a nubi detritiche originate dai meteoroidi.

A proposito dei cicli solari, la nostra stella sta tornando a mostrare segni di vita. Negli ultimi 10 giorni il Sole ha mostrato almeno una macchia solare, indice che il venticinquesimo ciclo sta guadagnando forza.    

 

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it