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Marte verso l’opposizione di Ottobre

Credit: Nasa

Marte è senza dubbio il pianeta che ha affascinato maggiormente scrittori e registi. La sua relativa vicinanza alla Terra e le sue condizioni ambientali sostanzialmente simili al nostro pianeta (quantomeno rispetto ad altri mondi invivibili), hanno permesso di sognare civiltà extraterrestri. Fino a pochi decenni fa si pensava infatti che Marte potesse ospitare la vita; di qui l’utilizzo frequente del termine “marziani”, divenuto oggi di uso comune per indicare ipotetiche civiltà non appartenenti alla Terra. Fu soltanto nel 1976 che le missioni Viking, pur lasciando numerosi interrogativi, smentirono tale ipotesi.

Famose sono le osservazioni di Schiaparelli che descrisse il pianeta come un mondo solcato da innumerevoli canali, che Percival Lowell identificò come strutture artificiali costruite ad hoc da civiltà aliene, al fine di trasportare l’acqua su tutto il globo. In realtà, gli strumenti obsoleti dell’epoca diedero luogo ad una serie di illusioni ottiche.
Non meno famosa la riduzione radiofonica di Orson Welles, che decise di mettere in onda una trasmissione basata sulla guerra dei mondi, spaventando l’America.

Oggi sappiamo che Marte è un mondo brullo e disabitato, colmo di canyon, valli tortuose di aspetto fluviale, calotte polari di ghiaccio, crateri, ed è costellato da numerose formazioni vulcaniche, come il gigantesco Olympus Mons.

Come tutti i pianeti del sistema solare, Marte alterna periodi di scarsa visibilità a periodi dove l’osservazione telescopica permette la visione di molti dettagli superficiali. Un’intuizione che ebbe Johannes von Kepler nel XVI secolo, quando scoprì che i pianeti si muovono lungo percorsi leggermente ellittici intorno al Sole, distinguendo un punto più vicino (perielio) e uno più lontano (afelio).

In questo periodo il pianeta rosso si sta lentamente avvicinando alla minima distanza dalla terra lungo la sua orbita. Ciò comporta un aumento delle dimensioni apparenti e una luminosità crescente che culminerà nel mese di Ottobre 2020. Essendo un pianeta esterno alla Terra, Marte viene a trovarsi, ogni due anni circa, in opposizione al Sole, e in tali occasioni può essere agevolmente osservato per tutta la notte. L’avvicinarsi di Marte all’opposizione del prossimo 13 Ottobre, comporta l’inizio di un periodo di moto retrogrado, durante il quale, se ci si riferisce alla volta celeste, il pianeta appare in moto nel verso opposto all’ordinario, con la sua orbita che sembra formare un ‘cappio’ (in inglese “loop”).

Marte è un pianeta di dimensioni ridotte: esso misura circa la metà del diametro della Terra. La sua crescente luminosità, pertanto, non sarà dettata dalle sue dimensioni, ma dalla sua vicinanza sempre più evidente. Nel corso del 2018 si è reso molto ben visibile, a differenza del 2019 che è stato l’anno sfavorevole per le osservazioni. Ora il pianeta rosso sta tornando, e sarà protagonista nei nostri cieli come un punto luminoso rossastro capace di affascinare anche gli osservatori meno accaniti.

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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