Published On: mar, Giu 16th, 2020

La teoria della Terra “Palla di neve”

Tra 1000 milioni e 540 milioni di anni fa, una teoria sostiene che la Terra fosse interamente coperta dai ghiacci. Durante quel periodo, noto come Neoproterozoico, gli organismi pluricellulari stavano iniziando a diversificarsi e diffondersi in tutto il pianeta.
Il ghiaccio ricopriva anche le aree più calde della Terra, dai poli sino all’Equatore, dando al nostro pianeta un’immagine di una palla interamente congelata.
Ora, analizzando i dati minerali rilasciati dai ghiacciai, un team di ricercatori dell’Università di Rochester guidati da Scott MacLennan, fornisce importanti informazioni su un periodo della storia del pianeta che ha spianato la strada allo sviluppo della vita complessa sulla Terra.
Un periodo affascinante, poiché questi drammatici cambiamenti ambientali sono avvenuti proprio mentre i primi veri animali stavano iniziando ad apparire e ad evolversi sulla Terra.
A dire il vero questa teoria è ancora oggetto di dibattito in ambio accademico, dal momento che le prove geologiche indicano che il nostro pianeta avesse un clima caldo immediatamente prima l’effetto “Palla di neve”, e non è chiaro cosa possa aver scatenato la glaciazione. I sostenitori affermano che ci fu una massiccia riduzione delle concentrazioni atmosferiche di biossido di carbonio.

Esistono diversi scenari che spiegherebbero una tale riduzione: dalla biomassa negli oceani, che potrebbe aver portato l’anidride carbonica fuori dall’atmosfera per trasformarla in materia organica, all’aumento degli agenti atmosferici della crosta continentale, che avrebbe assorbito il gas serra.

MacLennan e i suoi colleghi hanno usato metodi di datazione in zircone per datare con precisione le rocce glaciali trovate nella Virginia moderna. I dati paleomagnetici, che consentono ai ricercatori di determinare dove si trovavano i continenti migliaia e persino milioni di anni fa, hanno stabilito che la Virginia si trovasse nel mezzo di un super-continente all’interno dei tropici (Rodinia) che si spezzò in seguito in parti più piccole.

Gli scienziati hanno poi scoperto che le rocce glaciali furono in realtà depositate 30 milioni di anni prima della glaciazione terrestre. La scoperta indica che c’erano dei ghiacciai nei tropici vicino all’equatore – anche se ad altitudini potenzialmente elevate – anche prima dell’era Neoproterozoica.

Il potenziale meccanismo di innesco del massiccio raffreddamento globale potrebbe quindi non essere stato estremo come alcuni ricercatori ritengono; il pianeta non passò immediatamente da uno stato caldo a uno stato ghiacciato, ma sembra invece aver subito un raffreddamento più graduale che avrebbe dato la possibilità agli organismi di adattarsi a condizioni pi fredde.

Questa ricerca, pubblicata su Science Advances, solleva interessanti domande su come fosse realmente la Terra da 800 milioni a 700 milioni di anni fa, un periodo in cui si stavano verificando interessanti innovazioni biologiche e mentre gli organismi multicellulari stavano iniziando a diversificarsi.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it