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La mappa radio più dettagliata dell’atmosfera di Antares

Un team internazionale di astronomi ha creato la mappa radio più dettagliata dell’atmosfera di Antares.

Le supergiganti rosse come Antares e Betelgeuse sono corpi enormi che stanno per esaurire il carburante a loro disposizione. Un evento che le porterà a collassare ed esplodere come supernove. Attraverso i loro vasti venti stellari, lanciano elementi pesanti nello spazio, svolgendo così un ruolo importante nel fornire i mattoni essenziali per la vita nell’universo. Tuttavia, come questi venti vengano irradiati nello spazio è ancora fonte di dibattito.

Ora, grazie alla grande risoluzione dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), un radiointerferometro situato a 5000 metri d’altitudine nel deserto di Atacama in Cile, e al Very Large Array della National Science Foundation (VLA), gli scienziati hanno rivelato le dimensioni e la temperatura dell’atmosfera di Antares.

E’ emerso che la cromosfera della stella si estende fino a 2,5 volte il suo raggio (Antares è 700 volte più grande del Sole) e che la temperatura è inferiore rispetto alle precedenti osservazioni ottiche e ultraviolette suggerite. La cromosfera di Antares raggiunge infatti 3500°C per poi diminuire gradatamente in una strato disomogeneo, a differenza della temperatura cromosferica solare che raggiunge i 20.000°C.  “La dimensione di una stella può variare notevolmente a seconda della lunghezza d’onda della luce con cui viene osservata“, ha spiegato Eamon O’Gorman del Dublin Institute for Advanced Studies in Irlanda e autore principale dello studio pubblicato nell’edizione del 16 giugno della rivista Astronomy & Astrophysics.

Pensiamo che le stelle supergiganti rosse, come Antares e Betelgeuse, abbiano un’atmosfera disomogenea“, ha affermato il coautore Keiichi Ohnaka dell’Universidad Católica del Norte in Cile, che in precedenza aveva osservato l’ atmosfera di Antares alla luce infrarossa. “Immagina che le loro atmosfere siano un dipinto fatto di molti punti di colori diversi, che rappresentano temperature diverse. La maggior parte del dipinto – spiega – contiene punti del gas tiepido che i radiotelescopi possono vedere, ma ci sono anche punti freddi rilevabili solo con i telescopi a infrarossi e punti caldi rilevabili con i telescopi UV. Al momento non possiamo osservare questi punti singolarmente, ma vogliamo provarlo in studi futuri “.

Nei dati ALMA e VLA, gli astronomi hanno visto per la prima volta una chiara distinzione tra la cromosfera e la regione in cui iniziano a formarsi i venti. “Quando ero uno studente, sognavo di avere dati come questo“, ha detto il co-autore Graham Harper dell’Università del Colorado. “Conoscere le dimensioni e le temperature effettive delle zone atmosferiche ci dà un’idea di come questi enormi venti iniziano a formarsi e di quanta massa viene espulsa.

Il fatto che possiamo mappare in dettaglio le atmosfere di queste stelle supergiganti, è una vera testimonianza dei progressi tecnologici raggiunti nell’interferometria.

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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