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Domattina l’eclissi anulare di Sole: dall’Italia un evento solo “parziale”

L'Eclissi anulare

La combinazione delle dimensioni e della distanza del Sole e della Luna rispetto alla Terra è tale, che i due astri si presentano nel cielo pressappoco col medesimo diametro apparente. Il Sole, in media, dista 400 volte la distanza della Luna, il cui diametro è circa 400 volte più piccolo della nostra stella. Tale situazione permette, nelle eclissi totali, di osservare una combinazione geometrica praticamente perfetta. Non è però sempre così.

Periodicamente la Luna viene a trovarsi nella fase di Novilunio, ossia alla massima distanza dalla Terra lungo la sua orbita. Per tale motivo il suo diametro apparente in queste situazioni ha dimensioni più piccole della media. Quando il nostro satellite naturale si trova ad interporsi tra la linea di visuale che ci separa dal Sole in questi periodi, risulta apparentemente più piccolo della nostra stella, determinando un’eclissi anulare. Questo incrocio di eventi permetterà al nostro satellite di oscurare soltanto la parte centrale del disco solare, determinando la visione dell’ombra lunare anteposta al luminoso bordo solare.
Sarà così domattina per alcune aree dell’Africa e dell’Asia, dove si osserverà il noto “anello di fuoco“. Il momento clou verrà raggiunto alle 8:40 (ora italiana) di Domenica 21 Giugno, poche ore dopo il solstizio d’estate. L’eclissi solare parziale avrà inizio alle 5:45 e terminerà alle 12:34.

Le eclissi non accadono ad ogni luna nuova naturalmente. Questo perché l’orbita della Luna è inclinata di poco più di 5° rispetto all’orbita della Terra attorno al Sole. Per questo motivo l’ombra lunare transita sopra o sotto la Terra, non generando alcuna eclisse. Ma circa due volte l’anno, e talvolta anche più del doppio, la luna nuova si allinea, causando quello che viene definito nodo. Questi allineamenti non accadono a caso, ma solo dopo un intervallo di tempo specifico che viene chiamato “ciclo di Saros”, conosciuto sin dai tempi degli astronomi caldei circa 28 secoli fa. La parola Saros significa “ripetizione”, ed è pari a 18,03 anni. Dopo questo intervallo le posizioni relative del sole e della luna rispetto a un nodo, tornano ad essere quasi le stesse.

IL PERCORSO – Le eclissi anulari e totali non sono poi così rare come si potrebbe immaginare: esse si verificano in media ogni 18 mesi, e quello di domani, si ripresenta dopo l’evento di Dicembre 2019. Le regioni nel percorso di visibilità includono la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centrafricana, il Sudan, il Sudan meridionale, l’Etiopia, il Mar Rosso, lo Yemen, l’Arabia Saudita, l’Oman, il Golfo di Oman, il Pakistan, l’India, la Cina, Taiwan, il Mare delle Filippine (a sud di Guam), l’Australia settentrionale e l’Oceano Pacifico settentrionale.

Il percorso dell’eclissi è lungo – attraversando due continenti e 14 paesi – ma il percorso di maggiore visibilità è piuttosto stretto. Nell’Africa occidentale, il percorso raggiungerà la larghezza massima di 85 chilometri e “l’anello di fuoco” durerà circa 1 minuto e 20 secondi.

L’eclissi anulare di Sole arriva nella cosiddetta stagione delle eclissi del 2020, che presenta tre eventi (due della luna e una del sole) nello spazio di un mese. Il primo evento è stato l’eclissi lunare di penombra del 5 giugno, il secondo quello di domani, e il terzo si verificherà la notte tra il 4 e il 5 Luglio con un’altra eclissi lunare minore.

DALL’ITALIA – Dalla nostra penisola non sarà possibile osservare l’anello di fuoco. A dire il vero oltre i 43° di latitudine non sarà visibile alcun fenomeno, mentre il centro-sud (con limite tra Toscana e Lazio), potrà osservare il bordo superiore del disco lunare coprire parte del Sole. La percentuale di copertura dipenderà dalle coordinate di osservazione, e sarà massima al sud e sulle aree orientali meridionali. A Roma sarà coperto solo il 2% del disco solare, mentre a Ragusa il 13% e a Otranto l’11%.

NON OSSERVARE IL SOLE A OCCHIO NUDO – Il Sole non dev’essere MAI osservato ad occhio nudo senza l’ausilio di protezioni. La visione della nostra stella senza le opportune precauzioni può provocare gravi lesioni oculari, sino alla perdita totale della vista. Il pericolo non proviene dalle eclissi, ma dal desiderio delle persone di osservarle, di superare il riflesso naturale che ci costringe a distogliere lo sguardo dalla nostra stella.

Per osservare il Sole sarà necessario l’ausilio di un buon filtro solare. Nel caso in cui si disponesse di un telescopio, sarebbe ideale utilizzare un filtro in Mylar da anteporre dinanzi all’obiettivo dello strumento. Diffidare dai filtri da avvitare alla filettatura degli oculari. Tali filtri, infatti, raccolgono la luce già concentrata dagli specchi primari, rischiando di rompersi e di danneggiare la retina del nostro occhio. In assenza di un telescopio sarebbe opportuno utilizzare un vetrino da saldatore (N14), facilmente acquistabile dagli appositi rivenditori.

STORIA E LEGGENDE – La storia è colma di eventi legati a questi fenomeni. Nell’antichità si credeva che le eclissi fossero presagi di sventure, ma oggi sappiamo che tutto ciò è irreale. Nonostante questo, c’è chi ancora crede che le eclissi possano produrre terremoti o profezie particolari. La prima raffigurazione di un’eclissi si è verificata più di quattro millenni fa. In Cina si pensò che il progressivo oscuramento del Sole, fosse dovuto ad un drago che stava cercando di divorare la nostra stella, e obbligò gli astronomi di corte a sparare frecce, battere tamburi per spaventare la bestia, ed emettere qualsiasi suono sgradevole per distrarlo.

Nella Bibbia, nel libro di Amos 8:9 si legge: “E in quel giorno avverrà, dice il Signore, l’Eterno, che io farò tramontare il sole a mezzodì, e in pieno giorno farò venire le tenebre sulla terra”. Studiosi della Bibbia pensano che questo sia un riferimento ad un eclissi celebre osservata a Ninive in Assiria, il 15 giugno del 763 a.C. Una tavoletta assira conferma l’ipotesi. Ma un’eclisse è stata anche capace di fermare una guerra: “la storica battaglia di Halys”. Secondo lo storico Erodoto, ci fu un periodo di cinque anni di guerra che infuriava tra i Lidi e Medi. Mentre la guerra stava per giungere al suo sesto anno, si verificò un’eclissi che un saggio greco, Talete di Mileto, predisse proprio per quel giorno. Il 17 maggio 603 a.C. il sole si spense proprio come Talete aveva predetto. Quindi, credendo che fosse un segno dall’alto, i combattenti si concessero la pace.

La tecnologia consente ora agli astronomi di conoscere in anticipo la maggior parte delle osservazioni che un tempo risultavano improvvise. Ma una eclisse totale di sole rimarrà sempre tra i più impressionanti spettacoli naturali.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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