Published On: lun, Giu 29th, 2020

Un morbido giardino di corallo nelle profondità della Groenlandia

Utilizzando una videocamera innovativa e a basso costo, gli scienziati della Global University e della Società Zoologica di Londra, in collaborazione con l’Istituto di Risorse naturali della Groenlandia, hanno scoperto un morbido giardino di coralli nelle profondità dell’isola.

Presentato in un nuovo documento di Frontiers in Marine Science, è il primo habitat di questo tipo ad essere stato identificato e valutato nelle acque della Groenlandia occidentale.
Lo studio ha implicazioni dirette per la gestione di importanti attività di pesca a strascico di acque profonde, che sono immediatamente adiacenti all’habitat. I ricercatori ora sperano che un’area di 486 chilometri quadrati venga riconosciuta come “ecosistema marino vulnerabile” in base alle linee guida delle Nazioni Unite, per garantire che sia protetta.

Quest’area si trova a circa 500 metri di profondità, dove la luce solare fatica ad arrivare. Nel buio più totale, la pressione è 50 volte maggiore rispetto alla superficie e presenta un habitat delicato e diversificato composto da coralli di cavolfiore, spugne, anemoni, stelle marine, ecc.

La scoperta è particolarmente significativa dato che gli habitat presenti ad alte profondità sono i meno conosciuti della terra, nonostante coprano il 65% del pianeta.
Il controllo delle profondità marine si è in genere rivelato difficile e costoso. Un fattore importante è che la pressione oceanica aumenta di una atmosfera (che è la pressione atmosferica media a livello del mare) ogni 10 metri di discesa. Pertanto, le indagini in acque profonde sono state spesso possibili solo utilizzando costosi veicoli operativi e sommergibili con equipaggio, come quelli visti in Blue Planet, che possono resistere alla pressione in acque profonde.

Il team di ricerca Regno Unito-Groenlandia ha superato questa sfida sviluppando una slitta trainata a basso costo, che utilizza una videocamera GoPro, luci e laser in speciali alloggiamenti a pressione, montati su un telaio in acciaio.
I laser, che sono stati utilizzati per aggiungere un senso di scala alle immagini, sono stati realizzati combinando puntatori laser ad alta potenza con alloggiamenti fai-da-te realizzati presso l’Istituto di produzione della UCL, con l’aiuto dell’ingegneria meccanica della UCL.
Il team ha posizionato la slitta video, che ha le dimensioni di una Mini Cooper, sul fondo del mare attraverso 18 diverse stazioni, ed è stata capace di raggiungere l’incredibile profondità di 1500 metri.

Il fondo marino della Groenlandia è praticamente inesplorato, anche se sappiamo che è abitato da oltre 2000 specie diverse che insieme contribuiscono a creare habitat complessi e diversificati. Si spera che studi come questo aumentino la nostra comprensione delle relazioni ecologiche e contribuiscano alla gestione sostenibile della pesca.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it