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Durante la cultura natufiana si mangiavano serpenti e lucertole

Durante la cultura natufiana, diffusa 15.000 anni fa sulle coste orientali del Mar Mediterraneo, si mangiavano serpenti e lucertole. E’ la conclusione a cui sono giunti tre ricercatori presso lo Zinman Institute of Archaeology dell’Università di Haifa. Lo studio completo, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, descrive i reperti di squamati ritrovati nel sito di scavo di el-Wad Terrace in Israele.

Analizzando una caverna, Ma’ayan Lev, Mina Weinstein-Evron e Reuven Yeshurun hanno rinvenuto manufatti (coltelli e altri strumenti) e un’altissima percentuale di frammenti dell’apparato scheletrico di serpenti e lucertole, che ha fatto subito ipotizzare la teoria che servissero per il nutrimento. Una sfida di non facile lettura, dal momento che le piccole dimensioni non permettono grandi dettagli superficiali. ​​

I ricercatori hanno quindi sottoposto le ossa di moderni serpenti e lucertole alle stesse condizioni, notando enormi similitudini. Somiglianze che hanno convinto i tre.
Una scoperta che ha anche un senso logico; tra il popolo cominciarono a distinguersi individui capaci di costruire le proprie abitazioni e per far ciò, essi avrebbero dovuto sfamarsi mangiando tutto ciò che fosse disponibile in quell’area. E a quanto pare lucertole e serpenti ce n’erano in abbondanza.

La teoria si è resa ancor più plausibile dal momento che le ossa parzialmente consumate dagli strumenti appartengono soltanto a serpenti non velenosi.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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