Published On: Gio, Lug 9th, 2020

Quali sono gli ostacoli che fermano lo sviluppo dell’energia geotermica?

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L’energia geotermica è una fonte di energia rinnovabile, che utilizzando il calore sviluppatosi nelle profondità della Terra, è in grado di produrre energia elettrica. La produzione di energia elettrica avviene grazie a delle grosse turbine, azionate dal vapore proveniente dal sottosuolo, in quelle zone in cui si trova acqua intrappolata nelle rocce. L’acqua riscaldandosi produce vapore, che captata da specifici pozzi e trasportata da vapordotti, giunge ad uno scambiatore di calore il quale alimenta una caldaia con turbine azionate dal passaggio del vapore, producendo così energia elettrica.

La geotermia sfrutta dunque il calore prodotto dalla terra per produrre energia rinnovabile, ed a differenza delle altre rinnovabili, è una fonte di energia costante e sempre disponibile garantendo energia h 24 e tutto l’anno.
Infatti, anche laddove nel sottosuolo non fosse disponibile dell’acqua, basterebbe iniettarla per sfruttare il calore della terra, creare il vapore e produrre dunque energia elettrica.
In Italia sono presenti 34 impianti geotermici con una potenza lorda di 944 MW e producono 5.687 GWh, pari al 2%
dell’elettricità prodotta in Italia. La Toscana è la regina della geotermia, grazie al polo di Larderello (PI), dove fu proprio inventata 2 secoli fa questa tecnologia. Grazie all’energia prodotta dal vapore la Toscana è la 6 regione in Italia per penetrazione di rinnovabili e l’Italia è leader mondiale nella tecnologia.

Il potenziale geotermico è comunque molto alto nel nostro Paese, ma al momento sfruttiamo solamente il 16% del potenziale geotermico. Nel mondo invece, il totale degli impianti è di 312 e sono distribuiti in 12 Paesi, ma sono in grado di produrre 95,1 terawattora di elettricità all’anno pari allo 0.36% della produzione mondiale di energia elettrica.

Secondo uno studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology) l’energia potenziale geotermica contenuta sul nostro pianeta si aggira attorno ai 12.600.000 ZJ, ma con le attuali tecnologie sarebbe possibile utilizzarne “solo” 2.000. Tuttavia, poiché il consumo mondiale di energia ammonta a un totale di 0,5 ZJ all’anno, con il solo geotermico, in base a quanto afferma il MIT, si potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico della Terra sfruttando la geotermia per i prossimi 4.000 anni, rendendo praticamente inutile qualsiasi altra fonte non rinnovabile o rinnovabile attualmente utilizzata.
Ma ad oggi l’energia geotermica è una fonte di energia rinnovabile poco utilizzata, anche se negli ultimi 5 anni gli impianti geotermici sono aumentati del 27% ed entro il 2025 è previsto un aumento di potenza di energia geotermica del 19%.

Il poco utilizzo degli impianti geotermici è principalmente dovuto ai costi elevati delle indagini geologiche preliminari, al costo della realizzazione dei pozzi ed ai lunghi tempi per ottenere le autorizzazioni per la realizzare gli impianti, che in Italia mediamente possono essere di 5/10 anni. Un’altra problematica deriva dal fatto che l’effettiva produttività energetica di un pozzo la si scopre solamente dopo averlo scavato.
Altro punto a suo sfavore, è che ancora oggi, nel XXI secolo che molti paesi preferiscono ancora l’utilizzo di energie fossili, quali petrolio, gas, carbone, che sono altamente inquinanti e dannose non solo per l’uomo, ma per l’intero ecosistema del nostro Pianeta.

Le fonti rinnovabili ed inesauribili di energia le abbiamo da sempre e le tecniche per produrre energia sono sempre più all’avanguardia.
E’ forse giunto il momento di virare verso queste energie pulite?

Bibliografia: https://www.unionegeotermica.it/; www.focus.it ; https://scienzaverde.it/energia-geotermica/ ; Enel

About the Author

- E' laureato in Scienze e Tecnologie Agroforestali ed Ambientali. E' divulgatore di climatologia e meteorologia, ma non tralascia altre tematiche scientifiche. Si occupa di gestione del territorio e tutela ambientale e collabora al controllo ed al monitoraggio delle patologie in ambito Fitosanitario. Contatti: fabio.chipino@geomagazine.it