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Giove in opposizione e domani alla minima distanza dalla Terra

Credit: NASA

Il più grande pianeta del nostro sistema solare, Giove, è in opposizione al Sole.

Un evento che sta ad indicare l’allineamento del nostro pianeta, del Sole e del gigante gassoso, che viene a trovarsi dalla parte opposta della Terra rispetto al Sole. Un evento che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non coincide con la minima distanza dalla Terra, che invece avverrà domani alle 12 ora italiana. In quel momento il pianeta si troverà a 619 milioni di chilometri da noi. E’ un momento interessante dal punto di vista astronomico, perché il pianeta offre le migliori condizioni di osservazione.

I motivi per cui l’opposizione di Giove non coincide con la minor distanza dal nostro pianeta, sono le rispettive orbite planetarie, che come tutti sapranno sono ellittiche (esse infatti, pur essendo quasi circolari, non rappresentano cerchi perfetti) e il fatto che i due corpi non orbitino esattamente sullo stesso piano.

Distante in media 780 milioni di Km dal Sole, Giove è chiamato “il gigante“, per le sue grandi dimensioni. E’ completamente gassoso, composto principalmente da idrogeno ed elio, a parte forse un piccolo nucleo roccioso. Nella sua atmosfera sono visibili tempeste ed aree di alta pressione eccessivamente longeve, alcune in vita da centinaia di anni. E’quindi un mondo quasi virtuale, privo di una superficie su cui atterrare. Tra le sue funzioni, c’è quella di ripulire il sistema solare dai detriti che potrebbero colpire i pianeti interni.

In questi giorni la visione con un semplice binocolo mostrerà un dischetto luminoso circondato da 4 punti luminosi: sono i satelliti galileiani, capaci di modificare la propria posizione ed effettuare transiti ed occultazioni. Tra i fenomeni più suggestivi le eclissi provocate dal disco dei satelliti parallelamente all’equatore gioviano.

Il grande pianeta mostra l’ellitticità del suo disco e talvolta le principali fasce parallele all’equatore già in un telescopio di 6-7 cm di diametro. Colorazioni e irregolarità delle bande principali che cominciano a rendersi meglio visibili in uno strumento di 10 cm. Utilizzando strumenti di 20 cm o più, Giove mostra dettagli come piccole macchie ovali, sfrangiature e dettagli altrimenti invisibili.

Un discorso a parte merita la nota “Grande Macchia Rossa“, un’area anticiclonica più grande della Terra che dura da almeno 350 anni, visibile già in strumenti di 8 cm di diametro. In realtà, recenti osservazioni dimostrano come quest’area si stia sfaldando. La sua osservazione risulta già più difficoltosa rispetto al recente passato.

Giove in queste sere sarà ben visibile per tutta la notte come una “stella” che brilla di luce bianco avorio. Dal momento che Venere sarà visibile al mattino, il gigante gassoso risulterà l’oggetto più luminoso del firmamento dopo la Luna, visibile nella seconda parte della notte.

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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