Published On: mer, Lug 29th, 2020

SARS-CoV-2, identificate le origini evolutive

Un team di ricerca internazionale, composto da scienziati cinesi, europei e statunitensi, ha scoperto che il lignaggio che ha dato origine a SARS-CoV-2, è in circolazione nei pipistrelli da 4-7 decenni. I risultati, a cui gli scienziati dell’Università di Glasgow hanno contribuito, hanno implicazioni per la prevenzione di future pandemie derivanti da questa stirpe.

I coronavirus hanno materiale genetico altamente ricombinante, il che significa che diverse regioni del genoma del virus possono essere derivate da più fonti“, ha dichiarato Maciej Boni, professore associato di biologia alla Penn State University. “Questo ha reso difficile ricostruire le origini di SARS-CoV-2. Per fare ciò, abbiamo messo insieme un team diversificato con esperienza in ricombinazione, datazione filogenetica, campionamento del virus ed evoluzione molecolare e virale“.

È importante sottolineare che, sebbene SARS-CoV-2 sia geneticamente simile (circa il 96%) al coronavirus RaTG13, il team ha scoperto che si è discostato da lungo tempo (dal 1969). Ha scoperto, inoltre, che uno dei tratti più vecchi che SARS-CoV-2 condivide con i suoi parenti è il recettore (RBD) situato sulla proteina Spike, che consente al virus di riconoscere e legarsi ai recettori sulla superficie delle cellule umane.

Ciò significa che altri virus in grado di infettare l’uomo circolano nei pipistrelli Rhinolophus in Cina“, ha affermato David L. Robertson, professore di virologia computazionale presso MRC-University of Glasgow Center for Virus Research.

Il team ha concluso che la prevenzione di future pandemie richiederà un migliore campionamento dei pipistrelli selvatici e l’implementazione di sistemi di sorveglianza in grado di identificare nuovi agenti patogeni nell’uomo e rispondere in tempo reale.

La chiave per una sorveglianza di successo“, ha affermato Robertson, “è sapere quali virus cercare e dare la priorità a quelli che possono facilmente infettare gli esseri umani. Avremmo dovuto essere meglio preparati per un secondo virus SARS“.

Il virus ci ha colti di sorpresa, ma questa non sarà la nostra ultima pandemia di coronavirus. È necessario istituire un sistema di sorveglianza molto più completo e in tempo reale per rilevare virus come questo sin dall’inizio della diffusione. I risultati della ricerca appaiono in Nature Microbiology.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it