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Come le foglie sulle rotaie rallentano il traffico ferroviario

Ogni autunno i viaggi ferroviari sono in parte compromessi dalle foglie che cadono sui binari; tale situazione provoca nelle giornate di pioggia ritardi dei convogli, disagi per i passeggeri e nei casi più gravi pericolo di deragliamento. Perché, quindi, le foglie, così leggere e apparentemente innocue, arrivano a rallentare un mezzo pesante decine di tonnellate?
Ora, un tam di ingegneri dell’Università di Sheffield, ha provato a fornire delle risposte ricostruendo in laboratorio ciò che accade nell’interazione tra foglie e binari ferroviari.
Al passaggio dei convogli, le foglie vengono schiacciate sul binario d’acciaio, creando uno strato nero molto scivoloso. Una situazione che ricorda molto il ghiaccio sulle arterie stradali.

I ricercatori hanno immerso le foglie di sicomoro in un contenitore colmo d’acqua, lasciandole sino a quando l’acqua stessa non fosse diventata marrone. Successivamente, hanno aggiunto una goccia di cloruro di ferro al mix per rappresentare il ferro disciolto da un binario ferroviario, e hanno aggiunto questo “cocktail” acido su una superficie in acciaio. L’applicazione ha comportato una forte perdita di attrito tra le stesse superfici e altri oggetti.

Al fine di carpire i dettagli dell’operazione, hanno rimosso i tannini (sostanze polifenoliche sintetizzate nelle piante) dalle foglie, ripetendo l’esperimento. Ed ecco la scoperta tanto attesa: l’acqua, nonostante le foglie immerse, non cambiava colore e non creava alcuna scivolosità se applicata alla superficie in acciaio. Sono quindi i tannini ad aderire alle rotaie e a formare lo strato scivoloso.

Ora che il processo è compreso, i ricercatori suggeriscono che potrebbe essere possibile sviluppare un’applicazione chimica in grado di abbattere i tannini sui binari. I gestori delle ferrovie, in questo modo, potranno condurre alberi vicino alle linee ferroviarie in modo più ecologico.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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