Published On: dom, Ago 9th, 2020

La Corrente della Florida è ai minimi storici

Un nuovo documento di ricerca pubblicato su Nature, sostiene che una componente chiave della Corrente del Golfo sia notevolmente rallentata nel secolo scorso. Lo studio sviluppa un metodo per tracciare la forza delle correnti oceaniche vicino alla costa, offrendo il potenziale per ridurre una delle maggiori incertezze legate alle osservazioni dei cambiamenti climatici.

Nell’oceano quasi tutto è connesso“, ha detto Christopher Piecuch, assistente scienziato del dipartimento di oceanografia fisica presso la Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) e autore dello studio. “Possiamo usare queste connessioni per avere una visione più completa dell’oceano“, aggiunge.

La Corrente del Golfo scorre a nord lungo la costa atlantica sudorientale degli Stati Uniti e infine a est nell’Oceano Atlantico settentrionale, trasportando calore, sale, quantità di moto e altre proprietà che influenzano il clima terrestre.

Grazie alle registrazioni quasi continue del livello del mare risalenti a più di un secolo lungo la costa atlantica della Florida e in alcune parti dei Caraibi, il ricercatore è stato in grado di utilizzare modelli matematici e la fisica semplice, per estendere la portata delle misurazioni dirette della Corrente del Golfo. La conclusione a cui è giunto è che la Corrente della Florida risulti indebolita ed è più debole ora che che in qualsiasi altro momento negli ultimi 110 anni.

Una delle maggiori incertezze nei modelli climatici è il comportamento delle correnti oceaniche che determinano o rispondono ai cambiamenti del clima terrestre. Di questi, uno dei più importanti è l’Atlantic Meridional Overturning Circulation, o AMOC, che è un grande sistema o “nastro trasportatore” di correnti oceaniche nell’Atlantico che include la Corrente del Golfo e che aiuta a regolare il clima globale.

L’analisi di Piecuch, inoltre, offre il potenziale per monitorare l’oceano e le sue correnti costiere, integrando strumenti ormeggiati esistenti ma di difficile manutenzione e costose crociere di ricerca.

Se riuscissimo a monitorare qualcosa all’orizzonte effettuando misurazioni dalla riva, allora è una vittoria per la scienza e potenzialmente per la società“, ha concluso Piecuch.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it