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I draghi dell’antica Kaulon

Continua il nostro viaggio nella Magna Grecia e nelle testimonianze di questo grande periodo storico. Fra le diverse poleis poste sul mar Jonio calabrese, troviamo la città di Kaulon che si trovava a circa 40 km dalla città di Locri Epizefiri. Le due città, con una diversa origine di coloni, furono spesso in contrapposizione. La città di Kaulon, contrariamente a quello che si possa pensare non si trova nell’attuale comune di Caulonia, che si trova circa 16 km più a valle, ma bensì nel comune di Monasterace.

Resti del Tempio dorico di Kaulon (Credit G.Cutano)

Oggi, di quella importante città che finì sotto l’orbita di Crotone, vi si trovano alcuni interessanti resti visibili al Museo e al Parco Archeologico di Monasterace. Purtroppo del vasto tempio dorico, posto di fronte al mare, non restano che le fondamenta e qualche pezzo di colonna. Mareggiate (anche recenti) e terremoti hanno via via demolito via questo imponente struttura.

Fra i resti che si possono ammirare passeggiando nel parco archeologico ci sono le fondamenta di alcune abitazioni, di alcuni bagni termali pubblici e di alcune case di nobili dell’epoca. Gli scavi, iniziati dall’archeologo trentino Paolo Orsi agli inizi del 900, hanno dato alla luce diversi reperti. Le attività di scavo sono proseguite fino ai giorni nostri e sono ancora in corso e diversi sono i mosaici della città scoperti nell’ultimo secolo.

Il mosaico più noto è quello che probabilmente era posizionato sulla soglia d’ingresso di una casa nobile. Questa

Il mosaico del Drago che era posto sulla soglia dell’omonima casa.
(Credit G.Cutano)

casa, che si diversificava per dimensioni dalle altre, doveva appartenere ad una famiglia molto ricca e ciò lo dimostra il ritrovamento di questo sfarzoso mosaico raffigurante un drago e che ha dato così il nome all’intera casa. Questa opera d’arte è visibile oggi all’interno del Museo Archeologico ed è di fatto anche diventato il simbolo di Monasterace.

Con gli ultimi recenti scavi del 2012 è stato trovato il più grande e importante mosaico dell’epoca della colonizzazione greca del Sud Italia con una superficie di circa 25 metri al’interno di un bagno termale. Su questo mosaico è stato trovato un secondo drago e sullo stessa superficie vi sono anche dei delfini e altre figure sul quale gli archeologi stanno lavorando. Una scoperta anche questa eccezionale e di grandissimo valore archeologico.

Secondo alcune interpretazioni questi draghi, simili a serpenti e diversi da quelli iconizzati nel medioevo, rappresentavano la protezione. Dunque ancora molto resta da scoprire di questa antica città magnogreca e di molti reperti ci sono ancora diversi studi in corso per interpretare il loro significato.

Area termale dove sono stati rinvenuti i nuovi mosaici. (Credit G.Cutano)

Giuseppe Cutano: Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia e per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche.
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