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Muja, l’alligatore in cattività più anziano del pianeta

Era il lontano Agosto 1937 quando un alligatore, probabilmente dell’età di due anni, arrivò allo zoo di Belgrado un anno dopo la sua apertura. Trasportato nella capitale del Regno di Jugoslavia da uno zoo tedesco, venne collocato in un’area adiacente una piscina poco profonda di 12 x 7 metri. Oggi è l’alligatore in cattività più anziano del pianeta.

Se non altro da quando il famoso “Saturno” di Mosca, nato nel 1936, morì a Maggio.
Si chiama Muja, ed ha vissuto diverse campagne di bombardamento, comprese quelle della seconda guerra mondiale, dove morirono numerosi animali insieme a sei guardiani della struttura. Ha inoltre vissuto l’era socialista del paese e la sanguinosa disgregazione della Jugoslavia, che si concluse con l’ennesima campagna di bombardamenti condotta dalla NATO nel 1999.

Non è chiaro il giorno della sua schiusa, ma dalle foto dei rapporti sembra che abbia più di 90 anni. O almeno è quanto sostengono i guardiani dello zoo.

È un signore anziano e rispettiamo la sua età“, ha detto con un sorriso Jozef Edvedj, veterinario dello zoo, dopo che i gestori hanno condotto un topo tra le fauci del rettile che si muove ormai lentamente.

Muja è ancora in buona salute per la sua età, e l’unica volta che i veterinari sono stati seriamente preoccupati è stato nel 2012, quando ha dovuto amputare un artiglio destro a causa della cancrena. “L’intervento è stato molto difficile, ma riuscito. Si è ripreso e si è adattato a un nuovo stile di vita“, ha detto Edvedj.

A causa della sua età avanzata, Muja non si muove molto, ma diventa scattante durante il periodo di alimentazione, che arriva solo una o due volte al mese. In questi giorni, ha spesso bisogno di un po’ di aiuto per trovare la sua preda, che i guardiani dello zoo mettono proprio davanti alle sue fauci. La sua dieta consiste in ratti, conigli, uccelli, carne di cavallo e manzo, ma riceve anche integratori minerali e vitaminici.

Essere a sangue freddo lavora a suo favore, perché possiede un metabolismo lento che impedisce il deterioramento cellulare e quindi favorisce il prolungamento della sua vita.

Spero sinceramente che potremmo festeggiare il suo centesimo compleanno, poiché credo che possa vivere comodamente per altri 15-20 anni“, ha concluso il veterinario.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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