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Gli eventi meteorologici estremi stanno cambiando?

David Mark

Sempre più spesso i media ci mostrano immagini di inondazioni, tornado, uragani, ondate di gelo o di caldo intenso, fornendoci un’idea di un clima compromesso e di una natura in vena di ribellione.
Mentre affrontiamo questi eventi, sorgono inevitabilmente domande circa l’anormalità di tali situazioni, sul ruolo che potrebbe aver giocato il cambiamento climatico e di quanto eventualmente esso influenzerà gli eventi futuri.

IL CICLO DELL’ACQUA – Molte di queste domande sono collegate al ciclo idrologico: l’evaporazione dell’acqua dalla superficie terrestre e dalla sua vegetazione, il trasporto del vapore acqueo nell’atmosfera e il ritorno dell’acqua in superficie sotto forma di precipitazioni.

Il ciclo dell’acqua accelera quando il clima si riscalda. Un’atmosfera più calda trattiene più vapore acqueo, creando il potenziale per eventi di precipitazione più intensi. L’evidenza che l’attività umana ha riscaldato il clima globale nel secolo scorso è incontrovertibile. I dati satellitari disponibili dal 1988 indicano che l’atmosfera si è inumidita e che ciò è dovuto principalmente al riscaldamento del clima indotto dall’uomo.

NUMEROSI FATTORI – Tuttavia, i singoli eventi estremi sono influenzati da molti altri fattori. Una tempesta può lasciare umidità sulla superficie che può nuovamente evaporare e rafforzare gli eventi successivi. La collisione tra un fronte freddo e una brezza lacustre può portare a forti precipitazioni. Un congelamento ritardato del lago durante un inverno caldo può aumentare le nevicate da scorrimento. Oppure la siccità potrebbe limitare l’evapotraspirazione locale, eliminando la pioggia che proviene dal riciclo dell’umidità locale e intensificando ulteriormente le condizioni calde e secche.

LE PRECIPITAZIONI – Molti studi hanno esaminato il cambiamento correlato alle precipitazioni, concentrandosi solitamente sulle condizioni medie piuttosto che sugli estremi. Ciò è comprensibile perché i singoli eventi, come un tornado o una tempesta di grandine, sono complessi e le scarse osservazioni al suolo e le tecniche in evoluzione si traducono in una carenza di registrazioni a lungo termine che consentano agli scienziati di stimare in modo affidabile le tendenze.

Al contrario, esistono numerosi record di precipitazioni a partire dagli anni ’50 o ancor prima in tutto il mondo. Le analisi statistiche dei dati di questi pluviometri confermano che gli estremi delle precipitazioni sono diventati più intensi a livello globale e continentale, in accordo con i modelli climatici.

Vi sono ampie indicazioni che questi cambiamenti negli estremi delle precipitazioni siano dovuti all’influenza umana sul clima su scala globale e continentale. Gli eventi estremi di pioggia di un giorno che si sono verificati circa una volta ogni 20 anni in passato si verificano ora circa una volta ogni 15 anni.

Anche così, gli scienziati lottano ancora per affermare con sicurezza che un particolare evento di precipitazioni estreme è il risultato del cambiamento climatico. Questo perché c’è naturalmente una grande quantità di variazione delle precipitazioni in un luogo e il segnale del cambiamento climatico può essere nascosto all’interno del rumore naturale.

IL FUTURO – Non tutti i luoghi hanno visto gli estremi delle piogge diventare più intensi negli ultimi decenni, ma ciò non significa che non accadrà in futuro. La scienza indica, con notevole sicurezza, che mentre il clima continua a riscaldarsi, le precipitazioni estreme diventeranno sostanzialmente più intense alle medie latitudini e nelle aree terrestri settentrionali.

Sebbene i dettagli siano incerti, abbondanti nevicate, piogge e grandine cambieranno con il continuo riscaldamento.

Non c’è dubbio che le emissioni di gas serra indotte dall’uomo abbiano cambiato il clima. Tuttavia, l’impronta umana è spesso difficile da vedere nelle osservazioni meteorologiche locali. Nonostante la mancanza di prove dirette “nel nostro orticello”, dovremmo prepararci per un futuro in cui molti estremi legati alle precipitazioni diventeranno più intensi.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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