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Sylvain Barbot, lo scienziato che spera di prevedere i terremoti

Sylvain Barbot sta cercando di fare ciò che non si può ancora fare: prevedere in modo affidabile i terremoti. L’assistente professore all’USC Dornsife College of Letters sa che è impossibile, almeno per ora. Studia la fisica delle rocce per capire il movimento delle faglie e l’energia in gioco.

Barbot ha recentemente pubblicato un paio di articoli di ricerca sulle più autorevoli riviste scientifiche nel panorama mondiale – Science e Nature – dove risponde ad alcune domande fondamentali.

Perché non possiamo prevedere i terremoti?

Perché sono sistemi dinamici che si verificano a chilometri di profondità e in tempi geologici lenti. Quindi prevedere quando si verificherà un terremoto su una faglia non è attualmente possibile e ci vorrà molto tempo prima che la scienza arrivi a farlo. Oggi, possiamo identificare le regioni in cui ci aspettiamo che i futuri terremoti colmino un deficit sismico, quindi la migliore linea d’azione per il pubblico è prevenirli, per ridurre al minimo i danni.

Qual è il rischio concreto di un forte terremoto nel sud della California?

La regione è a rischio di un forte terremoto sulla faglia di Sant’Andrea, dove si è verificato l’ultimo grande terremoto nel 1857. Lo chiamano il Big One. Dal momento che ogni 160 anni o giù di lì si verificano terremoti davvero grandi, c’è stato tempo più che sufficiente da allora perché un altro grande evento si verifichi oggi. Molte altre faglie che attraversano Los Angeles possono scattare virtualmente in qualsiasi momento, come è successo durante il terremoto di Northridge. Studiare come le faglie caricano e rilascino energia ci aiuta a capire come e dove si verificano i terremoti.

Come si diventa specialisti in terremoti?

Ho provato molte occupazioni prima di diventare uno scienziato dei terremoti. Ero un istruttore di danza e lavoravo nell’IT. Mi piace perché combina fisica, matematica e scienza computazionale radicate nella geologia e nella geofisica. Per capire i terremoti, dobbiamo capire il loro contesto geologico, così come la tettonica delle placche e la storia della Terra: è tutto interconnesso. Nessuno capisce tutto. C’è tanto da fare fino a quando non saremo in grado di prevedere i terremoti, quindi collaboriamo e impariamo gli uni dagli altri, che lo trovo gratificante.

Come si studiano i terremoti in laboratorio?

Cercando di capire come le rocce si rompono sotto stress a seconda delle condizioni fisiche, una sfida fondamentale per la previsione dei terremoti. Se potessimo capirlo, potremmo usare simulazioni al computer per prevedere come si evolve il sistema meccanico prima di una rottura sismica. E sto sviluppando nuovi metodi per simulare i terremoti, poiché non siamo in grado di farlo con precisione in una vasta regione. Dobbiamo compiere progressi su tanti aspetti del problema.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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