Published On: lun, Ott 19th, 2020

La Via Lattea ha un alone irregolare

Gli astronomi dell’Università dell’Iowa hanno determinato che la nostra galassia è circondata da un alone di gas  che viene continuamente rifornito di materiale espulso da stelle nascenti o morenti.

Questo alone riscaldato, chiamato il mezzo circumgalattico (CGM), è responsabile della formazione della Via Lattea circa 10 miliardi di anni fa e potrebbe essere il luogo in cui risiede la materia di base non spiegata dalla nascita dell’universo.

I risultati provengono da osservazioni fatte da HaloSat, un minisatellite progettato e costruiti in Iowa, lanciato dalla ISS nel Maggio 2018 e finanziato dalla Divisione Astrofisica della NASA.

Dove la Via Lattea sta formando stelle in modo più vigoroso, ci sono più emissioni di raggi X dal mezzo circumgalattico“, afferma Philip Kaaret, professore presso il Dipartimento di fisica e astronomia dell’Iowa e autore corrispondente dello studio, pubblicato online sulla rivista Nature Astronomy. “Ciò suggerisce che il mezzo circumgalattico è correlato alla formazione stellare, ed è probabile che stiamo vedendo gas che in precedenza è caduto nella Via Lattea, ha contribuito a creare stelle e ora viene riciclato nel mezzo circumgalattico“.

Ogni galassia ha un CGM e queste regioni sono cruciali per capire non solo come si sono formate ed evolute, ma anche come l’universo è passato da un nucleo di elio e idrogeno a una distesa cosmologica brulicante di stelle, pianeti, comete e tutti gli altri tipi di costituenti celesti.

Quello che abbiamo fatto è sicuramente mostrare che c’è una parte ad alta densità del CGM che è brillante nei raggi X, che produce molte emissioni di raggi X“, dice Kaaret. “Ma potrebbe esserci un alone molto grande ed esteso che è solo debole a questa porzione di spettro elettromagnetico. E potrebbe essere più difficile vedere quell’alone fioco ed esteso perché c’è questo disco luminoso di emissione sulla linea di visuale. Quindi il minisatellite non può, da solo, svelare l’arcano.

Kaaret sostiene di essere rimasto sorpreso dalla grumosità del CGM, aspettandosi che la sua geometria fosse più uniforme. Le aree più dense sono le regioni in cui si formano le stelle e dove il materiale viene scambiato tra la Via Lattea e il CGM.

Sembra che la Via Lattea e le altre galassie non siano sistemi chiusi“, dice Kaaret. “In realtà stanno interagendo, gettando materiale al CGM e riciclando il materiale stesso“.

Il prossimo passo è combinare i dati di HaloSat con i dati di altri osservatori a raggi X per determinare se c’è un alone esteso che circonda la Via Lattea e, se è lì, per calcolarne le dimensioni. Questo, a sua volta, potrebbe risolvere scovare il pezzo mancante del puzzle.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it