Published On: mar, Ott 20th, 2020

Linee di Nazca, scoperto un grande geoglifo a forma di gatto

Un gatto giace al sole in Perù, con le orecchie alzate e vigili, il ventre esposto e la coda allungata. E’ lungo 37 metri e ha circa 2.000 anni. È un geoglifo scoperto di recente nel famoso deserto di Nazca.
E’ stato osservato su una collina da un team di ricerca dopo che le autorità hanno migliorato l’accesso a un punto panoramico che prende il nome di Mirador Natural.

Il “disegno” ha sorpreso i ricercatori che, tuttavia, sono certi di trovarne altri. Le linee di Nazca sono enormi disegni nel suolo del deserto di Nazca, per lo più creati dall’omonima cultura tra il 500 a.C. e il 500 d.C.

Sotto i ciottoli bruno-rossastri del deserto c’è un terreno grigio giallo; quando lo strato superiore viene rimosso, espone un colore più chiaro al di sotto. Non c’è molta pioggia, vento o erosione nella regione, quindi le formazioni create dall’uomo potrebbero rimanere in condizioni relativamente buone per migliaia di anni.

Il sub-strato di terreno contiene anche elevate quantità di calce, che si indurisce con l’esposizione all’umidità (come la nebbia mattutina) e aiuta a mantenere le linee al sicuro dall’erosione per migliaia di anni.

Alcune delle linee di Nazca sono forme geometriche, altre sono linee semplici e altre ancora sono combinate in raffigurazioni elaborate di animali e oggetti, che spesso si estendono per diversi metri e si vedono meglio da lontano o dall’alto.

Questo particolare geoglifo di gatto è stato datato tra il 200 e il 100 a.C., il che significa che fa parte del periodo della cultura Paracas. Poiché la cultura di Nazca iniziò proprio intorno al 100 a.C., ciò potrebbe significare che i responsabili siano state le prima civiltà della penisola.

La scoperta mostra, ancora una volta, la ricca e variegata eredità culturale di questo sito”, ha affermato il ministero in una nota. Anche se non siamo sicuri del motivo per cui questi enormi simboli siano stati incisi nel deserto, studi recenti ci hanno fornito qualche indizio, suggerendo che potrebbero essere serviti come indicatori di viaggio o essere visti dalle divinità nel cielo.

Negli ultimi anni i nuovi strumenti tecnologici hanno fornito agli scienziati nuove possibilità, anche se molte linee risultano danneggiate dall’intervento dell’uomo. Questo geoglifo stava per scomparire, dal momento che si trova su un pendio piuttosto ripido, soggetto agli effetti dell’erosione naturale. Ora è stato accuratamente ripulito e sembra come nuovo. Il gatto antico può godere ancora una volta della luce del sole.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it