Published On: gio, Ott 22nd, 2020

Gli elementi costitutivi del linguaggio si sono evoluti almeno 30-40 milioni di anni fa

L’umanità prospera condividendo pensieri, cultura, informazioni e tecnologia attraverso il linguaggio, un metodo di comunicazione incredibilmente complesso utilizzato da nessun’altra specie. Determinare perché e quando si è evoluto è, quindi, fondamentale per capire cosa significa essere umani.

In un documento pubblicato ieri sulla rivista Science Advances, un consorzio internazionale di ricercatori, guidato dal professor Simon Townsend presso l’Università di Warwick, ha migliorato la nostra comprensione sull’evoluzione di un elemento chiave cognitivo del linguaggio.

Essere in grado di elaborare le relazioni tra le parole in una frase è una delle abilità cognitive chiave alla base del linguaggio, indipendentemente dal fatto che quelle parole siano una accanto all’altra o distanti l’una dall’altra. Ad esempio, nella frase “il cane che ha morso il gatto è scappato” si capisce che è il cane che è scappato piuttosto che il gatto, grazie alla possibilità di elaborare la relazione tra la prima e l’ultima frase.

Il dottor Stuart Watson, che ha svolto questo lavoro presso l’Università di Zurigo, spiega: “La maggior parte degli animali non produce dipendenze non adiacenti nei propri sistemi di comunicazione naturale, ma volevamo sapere se fossero in grado di capirle.

Il team di ricerca ha utilizzato un nuovo approccio sperimentale per i loro esperimenti: hanno creato “grammatiche artificiali” in cui le sequenze composte da toni privi di significato invece di parole sono state utilizzate per esaminare le capacità dei soggetti di elaborare le relazioni tra i suoni. Ciò ha permesso di confrontare la capacità di riconoscere dipendenze non contigue tra tre diverse specie di primati, anche se non condividono un linguaggio comune. Gli esperimenti sono stati condotti con una scimmia brasiliana, scimpanzé e umani.

I ricercatori hanno scoperto che tutte e tre le specie erano prontamente in grado di elaborare le relazioni tra elementi sonori sia adiacenti che non adiacenti. L’elaborazione delle dipendenze non adiacenti è, quindi, diffusa nella famiglia dei primati.

Le implicazioni di questa scoperta sono significative, afferma il professor Townsend: “ciò indica che questa caratteristica fondamentale del linguaggio esisteva già nei nostri antichi antenati primati, anticipando l’evoluzione del linguaggio stesso di almeno 30-40 milioni di anni“.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it