Published On: mer, Ott 28th, 2020

Per la prima volta osservato un TLE nell’atmosfera di Giove

Grazie alla missione Juno della NASA, l’atmosfera superiore di Giove ha rilevato dei fenomeni luminosi, imprevedibili ed estremamente brevi. Vengono chiamati Transient Luminous Events, da cui l’acronimo TLE, già osservati nel 1989 sulla Terra, ed ora visti per la prima volta su un mondo diverso dal nostro.

Si tratta di lampi luminosi e super-veloci che in gergo vengono chiamati “Elves” o Sprites” (elfi o folletti), la cui presenza nell’immensa atmosfera turbolenta di Giove era rimasta sino ad ora solo teorica. Sino all’estate 2019, quando grazie allo spettrografo in luce ultravioletta (UVS), i ricercatori hanno osservato una striscia luminosa e sottile scomparsa in un lampo.

UVS è stato progettato per osservare le splendide aurore polari di Giove, per cui come spesso accade, la visione del TLE è avvenuta quasi per caso. Il fenomeno prende il nome da un personaggio arguto e malizioso del folklore inglese, e compone la famiglia dei TLEs che si formano al di sopra della cima delle celle temporalesche e possono essere singoli o multipli. Sulla Terra questi lampi si verificano fino a 97 chilometri sopra i temporali e illuminano una regione di cielo di decine di chilometri di diametro. Durano, tuttavia, solo pochi millisecondi.

A differenza della Terra, dove il fenomeno appare di colorazione rossastra a causa dell’interazione con l’azoto nell’atmosfera superiore, su Giove essi appaiono blu o rosa a causa della presenza di idrogeno.

Quasi simili a una medusa, gli “Sprite” presentano una macchia di luce centrale (sulla Terra, è larga da 24 a 48 chilometri), con lunghi viticci che si estendono sia verso il basso che verso l’alto. Gli “Elves”, invece, appaiono come un disco appiattito che brilla nell’atmosfera superiore. Anch’essi illuminano il cielo per pochi millisecondi, ma possono diventare più grandi degli Sprite, fino a 320 chilometri di diametro.

La presenza di “folletti” ed “elfi” su Giove era stata prevista da diversi studi pubblicati in precedenza. In sintonia con queste previsioni, gli 11 eventi luminosi su larga scala che lo strumento UVS di Juno ha rilevato si sono verificati in una regione in cui è nota la formazione di temporali.

Confrontarli con quelli della Terra aiuterà gli scienziati a comprendere l’attività elettrica in diverse atmosfere planetarie.

I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Geophysical Research: Planets.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it