Published On: ven, Ott 30th, 2020

Vaccino Covid, a farne le spese potrebbero essere gli squali

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La marcia costante della scienza per trovare un vaccino in grado di porre fine alla pandemia di coronavirus potrebbe avvenire a spese di un’altra specie: gli squali.

I ricercatori di Miami dicono di essere preoccupati per un ingrediente chiave usato per rendere i vaccini più efficaci, lo squalene, una sostanza oleosa che si trova nelle piante e persino nella pelle umana, ma è particolarmente concentrato nel fegato di squalo.

La pratica non è esclusiva del vaccino anti coronavirus. “Il composto ha dimostrato di essere sicuro ed efficace in milioni di dosi di vaccini, principalmente in Europa“, ha affermato Liza Merly, immunologa degli squali presso la Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science dell’Università di Miami.

Non sappiamo esattamente cosa sia questo idrocarburo e cosa gli permetta di funzionare“, ha detto Merly.

Ma lo squalene nei vaccini ha dimostrato risposte immunitarie più robuste, e ci sono una manciata di candidati vaccini COVID-19 che lo usano a tale scopo.

Se uno dei candidati vaccini che utilizzano quel componente si dimostrasse efficace, potrebbe creare una domanda globale che potrebbe minacciare le popolazioni di squali selvatici, secondo Shark Allies, un’organizzazione no profit dedicata alla protezione di questi animali.

L’organizzazione senza scopo di lucro ha prodotto una stima approssimativa: sarebbero necessari circa 500.000 squali per produrre squalene per miliardi di dosi di vaccino necessarie ad inoculare la popolazione mondiale. Ciò ha stimolato i titoli dei giornali internazionali con annessa negazione dell’azienda produttrice, la GlaxoSmithKline, la quale sostiene che i numeri siano sovrastimati. Tuttavia, la società ha rifiutato di identificare la fonte del suo prodotto, oltre a sostenere che è stato raccolto da squali che sono stati pescati per altri scopi; ed è ciò che preoccupa gli esperti.

Catherine Macdonald, biologa della conservazione marina ed ecologa presso la Rosenstiel School di UM, ha calcolato una stima più avanzata ed è arrivata a una proiezione leggermente inferiore di 360.000 squali necessari per produrre abbastanza squalene per alimentare miliardi di dosi di vaccino.

Ma Macdonald ha detto che il numero conta meno della mancanza di trasparenza nel settore della pesca degli squali, che è sotto regolamentato. Un improvviso aumento della domanda di questo idrocarburo rappresenterebbe una preoccupazione significativa – ha detto – in parte perché l’olio di fegato è più abbondante negli squali di acque profonde che sono vulnerabili alla pesca eccessiva.

Ma perché gli squali?

Sebbene lo squalene sia abbondante nel mondo naturale, essi sono un bersaglio preferito per le industrie perché non ci vuole molto sforzo per purificare la sostanza dal loro fegato.

È più facile ed economico che se si volesse ottenere, diciamo, dall’olio d’oliva”, ha detto Merly.

Tuttavia, ci sono modi sostenibili per raccogliere lo squalene dagli squali, ha detto Merly, come prenderlo dagli squali palombo (Mustelus mustelus), che vengono pescati e gestiti attivamente. Questi metodi hanno un impatto ambientale inferiore rispetto ad altre specie di squali che sono meno abbondanti.

Lo squalene è utilizzato in un’ampia gamma di cosmetici e prodotti per la cura della pelle, come creme idratanti, rossetti, creme solari, oli da bagno, fondotinta, trucco per gli occhi, creme per il corpo, ecc.

La cartilagine di squalo non ha alcun valore per la medicina umana, quindi è una cosa negativa“, ha detto Merly. “Nel caso dello squalene, è un po’ più complicato, perché c’è il potenziale per essere utile nella medicina umana“.

Il gruppo di Brendl ha identificato Amyris, una società che produce un componente di squalene di origine vegetale che sarebbe regolato allo stesso modo di quello derivato dallo squalo, come una potenziale alternativa.

Mentre GSK ha affermato che la quantità di squalene necessaria per produrre dosi di vaccino COVID è “una percentuale molto piccola dello squalene di origine animale utilizzato in tutto il mondo“, ha anche affermato che sta “esplorando attivamente il potenziale di fonti alternative delle sue materie prime quando possibile.

Macdonald ha ammesso di non essere un’esperta di vaccini, ma ha affermato di non aver trovato alcun motivo convincente per cui le aziende farmaceutiche non possano passare allo squalene di origine vegetale, ancora a basso costo, altrettanto efficace e privo di ulteriori ostacoli normativi.

Date le minacce per gli ambienti marini dagli ecosistemi oceanici alla baia di Biscayne, Macdonald ha affermato che lo squalene di origine vegetale è una causa che dovrebbe essere presa in considerazione.

Non si tratta di mettere in secondo piano la vita umana. E’ voler salvaguardare altre forme di vita ottenendo lo stesso risultato.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it