Published On: dom, Nov 1st, 2020

Garessio: lo storico ponte sul Tanaro viene demolito

Poco mese di un mese fa una violenta perturbazione ha colpito il Nord-Ovest provocando frane ed esondazioni e tanti danni. La provincia di Cuneo è stata una delle più colpite. Fra le località più provate dall’evento c’è Garessio, comune di 3.000 abitanti, non molto distante dal confine con la Liguria.

La località delle Alpi Marittime viene attraversata dal torrente Tanaro e più volte è stata colpita da diverse alluvioni. In particolare il ponte Odasso, posto nel centro abitato e realizzato nel 1861 con l’unità d’Italia, ha più volte fatto effetto diga causando l’esondazione del corso d’acqua.  Rami e detriti che si accumulano sulle arcate sul ponte, dotate di una luce non sufficiente per smaltire le piene, sono stati la causa della fuoriuscita del Tanara dal suo letto.

Demolizioni in corso del Ponte (Credit R. Allamandola)

Il ponte ha seguito i destini del borgo piemontese e in questi ultimi anni è stato “protagonista” di diverse esondazioni che hanno creato non pochi danni. L’ultima un mese fa che in tempi di Covid ha dato l’ennesima mazzata al commercio locale. Molte volte si è parlato di demolire il ponte, ma solo quest’ultimo evento ha sbloccato la situazione e così si sono avviati in questi giorni i lavori di demolizione e ricostruzione.

Gli abitanti stanno vivendo con molto sentimento l’evento e così riportiamo una toccante lettera dell’ing. Roberto Allamandola, garessino e tecnico di protezione del territorio, che dedica al ponte:

 

Caro Ponte,
non pensare che a noi Garessini non dispiaccia salutarti per sempre…
Credimi, vederti crollare è per ognuno di noi quasi come veder morire un parente.
Quando fosti realizzato, nel lontano 1861, in sostituzione della precaria passerella in legno che ad ogni piena veniva spazzata via e poi ricostruita, fosti accolto dai nostri avi come segno di progresso e di stabilità. Non si contano le foto che, nel corso dei decenni, sono state scattate con Te sullo sfondo.
Ma gli ingegneri che in allora Ti pensarono, non avevano a disposizione i dati idrologici che abbiamo oggi… Da subito Ti dimostrasti un capolavoro di statica, ma inadeguato dal punto di vista idraulico… Anche se oggi le persone non li ricordano, nel corso del ‘900 sono stati numerosi gli allagamenti della borgata dovuti anche all’ostacolo che le Tue pile oppongono al deflusso della corrente.
I nostri avi sbagliarono nel costruire una borgata troppo a ridosso del Tanaro; gli ingegneri di fine ‘800 sbagliarono nel calcolare la portata di piena e nel dimensionarti; i nostri padri e i nostri nonni sbagliarono nel trasformare i piani terra delle loro case vicino al fiume da stalle e cantine a tavernette e locali nobili.
Ed ora, alla nostra generazione tocca l’ingrato ma doveroso compito di demolirti.
I dati e la tecnologia di oggi ci consentiranno di realizzare un nuovo ponte ad unica campata che non creerà rigurgiti; forse quest’intervento non sarà sufficiente per mettere in sicurezza la borgata dalle piene del Tanaro, ma è un primo passo importante che dobbiamo, anche se a malincuore, compiere.
Addio caro Ponte, resterai per sempre pietra miliare nella storia del nostro paese.

Roberto Allamandola

Foto d’epoca del Ponte Odasso (Credit R. Allamandola)

 

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it