Published On: ven, Nov 13th, 2020

L’asteroide Apophis si sposta a causa dell’effetto Yarkovsky

Gli asteroidi assorbono energia dal Sole e la re-irradiano nello spazio come calore. Successivamente una piccola quantità di energia assume una forza contraria, costringendo la roccia spaziale a ruotare leggermente. Il fenomeno, qui descritto in maniera semplicistica, prende il nome di effetto Yarkovsky, che a quanto pare sarebbe stato trascurato nelle stime che indicano la probabilità che Apophis colpisca la Terra.

E’ quanto sostenuto da David Tholen, astronomo dell’Università delle Hawaii, durante un incontro virtuale per l’American Astronomical Society. Secondo Tholen, questo vagabondo dello spazio scoperto nel 2004, avrebbe una probabilità più alta di impattare il nostro pianeta nel 2068.

Subito dopo la sua scoperta gli astronomi calcolarono la sua orbita e si accorsero di due passaggi ravvicinati alla Terra nel 2029 e nel 2036. Le prime stime ponevano una probabilità di impatto di 1 su 37, che fecero allarmare la comunità scientifica; Aphopis rappresentava realmente un rischio.

Ulteriori studi diminuirono drasticamente la possibilità al primo passaggio, rendendolo uno dei tanti asteroidi in rotta verso la Terra ad una distanza di sicurezza. Il passaggio successivo poneva ancora qualche rischio, ma la stima di impatto divenne realmente bassa.

Nel tempo, nuove misure hanno stabilito una percentuale dello 0,0004% per il 2029, quindi realmente trascurabile, per non dire nulla.

Ora, Tholen e il suo team hanno calcolato che l’effetto Yarkovsky sta spingendo Apophis abbastanza da costringerlo a spostarsi di circa 170 metri all’anno. Successivamente hanno applicato le proprie conoscenze in ambito matematico scoprendo che l’asteroide potrebbe realmente sfiorare la Terra nel 2068.

La notizia è subito rimbalzata negli ambienti che contano, ma oltre a rappresentare una stima indicativa che necessita di conferme, gli addetti ai lavori fanno notare come l’agenzia spaziale statunitense stia lavorando a tali eventualità. Nel 2022, ad esempio, la missione DART comporterà l’invio di una navicella spaziale su un asteroide chiamato Didymos per alterare il percorso di Dimorphos, una delle sue lune.

Pertanto, fa notare la NASA, in più di quarant’anni l’uomo potrà essere in grado di alterare l’orbita di queste pericolose rocce spaziali.

Il primo passaggio che avverrà nel 2029 fornirà un quadro più chiaro dell’evento.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it