Published On: lun, Dic 7th, 2020

Novembre 2020 chiude a +0.8°C dalla media: è il più caldo di sempre

Grazie alle analisi termiche del Copernicus Climate Change (C3S), Novembre 2020 è risultato il più caldo della storia. Il valore finale si è attestato a +0.8°C rispetto alla media trentennale 1981-2010, battendo di 0.1°C il record precedente.

L’autunno boreale, tra Settembre e Novembre, ha fatto registrare nel complesso uno scarto di +1.9°C, battendo di ben 0.4°C il valore registrato nel 2006 che deteneva il valore più elevato.

Si tratta di un trend ormai delineato, che secondo i ricercatori porterà ad un mondo sempre più caldo. Anche il 2020, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), è a un passo dal divenire uno degli anni più caldi di sempre. Al momento, a quasi un mese dal termine, il valore risulta alla pari con il 2016, che detiene attualmente il record.

Le azioni antropiche stanno determinando un surriscaldamento che sino ad ora ha prodotto 1°C in più dall’avvento dell’era industriale. Ciò favorisce più energia in gioco e di conseguenza fenomeni sempre più violenti e frequenti.
A conferma di ciò, il programma Copernicus ha permesso di rilevare la seconda più bassa estensione del ghiaccio marino artico dal 1979 ad oggi nel mese di Novembre.

Le maggiori anomalie negative della concentrazione di ghiaccio marino si sono verificate nel mare di Kara, mentre la copertura era inferiore alla media nell’arcipelago canadese orientale e nella baia di Baffin. Questa tendenza è preoccupante e sottolinea l’importanza di un monitoraggio completo dell’Artico, poiché si sta riscaldando più velocemente del resto del mondo.

Le temperature sono state sostanzialmente più alte del normale in tutto l’Artico e gran parte della Siberia il mese scorso, e superiori alla media negli Stati Uniti, Sud America, Africa meridionale, Antartide orientale e gran parte dell’Australia.

I cinque anni più caldi della storia sono arrivati ​​tutti dal 2015.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it