Published On: gio, Dic 17th, 2020

Dove ha origine il calore interno della Terra?

Scendendo in profondità nelle viscere della Terra il paesaggio non rassomiglia a quanto descritto nel noto romanzo di Jules Verne “Viaggio al Centro della Terra“, nel quale vasti oceani ed enormi aree abitabili diedero luogo ad una trama avvincente.

Ciò che è noto alla scienza (ma lo era anche ai tempi di Verne) è che la temperatura aumenta. E non di poco. 

A circa 25 chilometri di profondità la temperatura è di circa 750°C, mentre nel suo centro si raggiungono i 4.000°C. I segni più evidenti di tale fonte di calore lo riscontriamo in superficie attraverso le eruzioni vulcaniche, i geyser e i terremoti.

Si pensava che il calore interno della Terra fosse il residuo dell’enorme quantità di calore generato per attrito quando il nostro pianeta si consolidò dai vapori e dai gas primordiali. Secondo tale teoria il calore iniziale si sarebbe poi disperso nel corso delle ere geologiche, molto lentamente, dal momento che l’enorme massa dei materiali terrestri avrebbe agito da isolante termico.

Tuttavia, la scoperta della radioattività suggerì una seconda soluzione, apparsa poi plausibile e soprattutto preponderante.
Esaminando campioni di rocce della crosta continentale si poté constatare la frequente presenza di minerali contenenti elementi radioattivi come uranio, torio e potassio. Elementi particolarmente diffusi nel granito, che è la roccia più abbondante nella crosta continentale.

Presto si scoprì che la crosta oceanica, invece, costituita da rocce di tipo basaltico e peridotitico, presentava una radioattività molto più bassa dei graniti continentali, ma che nonostante tale differenza, le misure del flusso di calore relative ai fondali oceanici erano molto simili a quelle registrati sui continenti.

Per quanto riguarda il mantello, sebbene si sappia poco o nulla sulla distribuzione degli isotopi radioattivi al suo interno, si è scoperto che anch’esso funziona da sorgente di calore, un calore “profondo” che si somma a quello prodotto nella crosta.

Di fronte a tante incognite, ma anche tante nuove scoperte, è ormai chiaro come l’energia termica interna della Terra è ritenuta oggi la causa determinante dei moti orizzontali del mantello, che sono responsabili dei maggiori processi geodinamici che coinvolgono le rigide placche della litosfera sovrastante.  Tali elementi emettono particelle, perdono massa, irradiano energia e si trasformano in nuovi elementi.

Dunque il calore terrestre avrebbe origine essenzialmente dal decadimento degli elementi radioattivi della crosta terrestre, ed il granito dal punto di vista della radioattività, è la roccia più calda.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it