Published On: mer, Dic 23rd, 2020

Marte, la più grande immagine della superficie mostra gli antichi sistemi fluviali

Un mosaico composto da 8 trilioni di pixel e un lavoro di 15 anni sono gli ingredienti della più grande immagine mai realizzata della superficie di Marte. Una visione senza precedenti degli antichi sistemi fluviali e delle rocce sedimentarie datate a tre miliardi di anni, che potrebbero aiutare nelle prossime esplorazioni climatiche e geologiche del pianeta rosso.

Oggi Marte è un pianeta brullo, ma non è stato sempre così. Il passato geologico mostra antichi letti fluviali e rocce levigate dalle acque di scorrimento. Enormi rocce erose dall’acqua.
Le creste fluviali si formarono tra 4 e 3 miliardi di anni fa, quando grandi fiumi pianeggianti depositarono sedimenti nei loro canali. Sono condizioni che sulla Terra sono rilevate nel sud dello Utah, nella Death Valley e nel deserto di Atacama.

Le creste sono presenti solo nell’emisfero meridionale, dove si trovano alcuni dei terreni più antichi e accidentati di Marte, ma questo modello è probabilmente un artefatto di conservazione. In realtà dovrebbero trovarsi su tutto il globo, ma i processi successivi, come le colate laviche le hanno erose o seppellite. Tali processi hanno permesso una eccezionale planarità, consentendo una buona deposizione sedimentaria e quindi i record oggi oggetto di studi.

Il prodotto finale dello studio ha finalità molteplici. Innanzitutto consente ai ricercatori una visione d’insieme del pianeta, evitando limiti di studi idrologici localizzati a crateri o sistemi singoli come fatto sino ad ora.
Ha inoltre permesso al team di riesaminare le caratteristiche che erano state precedentemente identificate come creste fluviali. La visione d’insieme permette, ad esempio, di osservare una formazione accanto ad un vulcano, permettendo di risalire ad un flusso di lava piuttosto che ad un’erosione fluviale.

I ricercatori sono ora in attesa di ulteriori mosaici sempre meglio comprensibili, provenienti da ogni parte della Terra e da tutti i ricercatori mondiali. L’intento, infatti, è quello di osservare questo lavoro come un viaggio inaugurale di un prodotto molto più vasto.

Il mosaico di Marte – Credit: J. Dickson.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it