Published On: lun, Dic 28th, 2020

Terremoto 1908, i telegrafi restarono muti

Ricorre oggi il 112° anniversario dal terribile terremoto del 28 dicembre 1908. Un sisma di 7,1 gradi Richter sconvolse le città di Reggio e Messina. Insieme al sisma, si generò uno tsunami e con lo scoppio di diversi incendi le vittime furono stimate in circa 100.000. Fu sicuramente una delle più grandi tragedie delle storia del nostro Paese.

A quei tempi l’unico modo di comunicare in modo rapido era il telegrafo per il resto non c’erano di certo le tecnologie di oggi. Le radio-trasmittenti erano in fase di sperimentazione e verranno utilizzate solo diversi lustri dopo.

Il terremoto avvenne alle 5:20 del mattino, ma per tutta la mattinata ci fu il totale silenzio dalla zona colpita. Nel raggio di 50 km non c’era un telegrafo funzionante e a Palazzo Braschi (sede dell’allora governo) non si immaginava lontanamente quello che fosse successo. Paradossalmente nella tarda mattinata del 28 dicembre partì un telegrafo da Martirano (CZ) a 160 km di distanza dall’epicentro.

La tragedia si era spinta fino lì, anche se i danni erano più contenuti. Quelle aree del catanzarese avevano subito da poco il fortissimo sisma (7,1 M) del 1905 che aveva devastato il nord della Calabria, e per la seconda volta in 3 anni venivano nuovamente colpite. Nel telegramma del sindaco, il primo a giungere dall’area colpita, ci fu spazio anche per una certa polemica:

“Urgentissimo da Martirano 28.12 ore 10:30 (ndr il telegramma giunse nelle mani del presidente del Consiglio Giolitti alle 14,10). Precedenza assoluta a ministero interni Roma. Violentissima scossa di terremoto ore 5:25 che ha finito di rovinare gli ultimi ruderi avanzati flagello 1905. Ha gittato nel massimo sconforto panico la popolazione la quale fra tanto lusso di leggi non ancora per indolenza burocratica italiana può vederne attuata alcuna suo profitto. Aspetta da due anni assetto nuova Martirano cui prestano grande interessamento re e ministri e si augura che benefici effetti millantate buone disposizioni governative non abbiano per ripetersi dei terremoti a giungersi come il soccorso di Pisa. Sindaco De Medici”.

La vena polemica del Sindaco fece infuriare l’on Giolitti, che ancora non era coscio di quanto stesse accadendo nel sud del paese e inviò una risposta telegrafica al prefetto di Catanzaro fu la seguente:

”Voglia Vostra Signoria rivolgere Sindaco di Martirano severo richiamo per telegramma sconveniente da lui diretto questo ministero e vedere se sia il caso di adottare rigorose misure. Non intendo tollerare che nuovo infortunio serva da pretesto per ingiuste e indecorose recriminazioni verso governo. Ministro Giolitti.”

Bisognerà aspettare le 17:35 quando il telegramma n° 30.504 giungerà nella mani dell’on.Giolitti. La firma è del comandante Belleni della torpediniera Spica della Regia Marina. La nave riuscì a raggiungere la località di Nicotera Marina (oggi nell’attuale provincia di Vibo) a 80 km dall’epicentro. La nave al comando del Belleni, sostava quella mattina nello Stretto di Messina e assistette inerme al cataclisma, così risalendo in fretta la costa calabra partì per lanciare i soccorsi. Qui fu trovato il primo telegrafo in funzione. Il telegramma fu inviato alle 14:50, dunque ben 9 ore più tardi e recitava così:

“Ore 5:20 terremoto distrusse buona parte Messina-Giudico morti molte centinai-case crollate sgombro macerie insufficienti mezzi locali-urgono soccorsi per sgombro vettovagliamento assistenza feriti-ogni aiuto sarà insufficiente”

Giungerà a Roma alle 18:50 un altro telegramma simile da Milazzo in Sicilia, 40 km di strada da Messina. Il messaggio inviato dal comandante della torpediniera Piemonte, delineerà definitivamente anche nella capitale la tragedia avvenuta. Oggi riusciamo in poco tempo, grazie alla tecnologia a salvare vite, grazie alle tempestive comunicazioni, spesso quasi in tempo reale. Allora ci vollero ben 12 affinché il Governo centrale si rendesse conto della portata della tragedia.

Mappa con la dislocazione della partenza dei primi telegrammi (Elaborazione G.Cutano su base Google Maps)

Fonti Consultate: La Terra Trema di Boatti

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it