Published On: mar, Mar 2nd, 2021

L’arte della difesa planetaria attraverso Apophis

Il 15 Febbraio 2013 un piccolo asteroide delle dimensioni di circa 15 metri si manifestò nei cieli di Celjabinsk con una grande scia luminosa e un boom sonico. La roccia si frantumò in atmosfera e la conseguente onda d’urto causò il ferimento di circa 1200 abitanti.

Quell’evento ha ricordato, qualora ce ne fosse stato bisogno, quanto risulti importante l’arte della difesa planetaria. Essa si concentra sull’identificazione di asteroidi e comete potenzialmente pericolosi; lo si fa mappando i percorsi precisi e studiando le rispettive orbite.

Fortunatamente, dei circa 25.000 corpi identificati come potenzialmente pericolosi, la maggior parte di essi è di dimensioni tali da non creare allarmismo.

Immagine esemplificativa

Apophis è stato l’unico asteroide a inquietare la comunità scientifica.
Subito dopo la scoperta avvenuta nel 2004, gli astronomi calcolarono la sua orbita e si accorsero di due passaggi ravvicinati alla Terra nel 2029 e nel 2036. Le prime stime ponevano una probabilità di impatto di 1 su 37, che fecero allarmare la comunità scientifica; Apophis, con il suo diametro di 300 metri, rappresentava realmente un rischio.

Ulteriori studi diminuirono drasticamente la possibilità al primo passaggio, rendendolo uno dei tanti asteroidi vaganti ad una distanza di sicurezza dalla Terra. Il passaggio successivo poneva ancora qualche rischio, ma la stima di impatto divenne realmente bassa.

Nel tempo, nuove misure hanno stabilito una percentuale dello 0,0004% per il 2029, quindi realmente trascurabile, per non dire nulla.

ESERCITARSI CON APOPHIS

Ora, gli scienziati torneranno ad osservarlo per esercitarsi a scovare ulteriori rocce potenzialmente pericolose per la Terra. Dalla giornata di domani avrà il via una campagna osservativa attraverso un radar che farà rimbalzare un raggio di onde radio sul corpo per catturarne l’eco. Ciò permetterà di perfezionare la sua forma e la posizione con un’accuratezza maggiore.

Data l’impossibilità di utilizzare il noto radiotelescopio di Arecibo, la responsabilità di tali osservazioni ricadrà sul Goldstone Deep Space Communications Complex della NASA in California.

Inoltre, nel mese di Aprile l’asteroide tornerà nel campo visivo di NEOWISE. La sua visione da angolazioni diverse, infatti, permetterà agli scienziati di dare un’occhiata alla sua superficie.

L’unione di tali informazioni avrà lo scopo di estrarre alcuni dettagli sulla rugosità, sullo spessore e sulla composizione dell’oggetto.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it