Published On: mer, Apr 21st, 2021

Siccità in Piemonte: una nuova tendenza meteorologica?

Il tema del cambiamento climatico è ormai accertabile con buona sicurezza, sia a scala globale che a scala locale, sulla base di numerosi studi di settore raccolti dall’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC), è che nell’ultimo secolo la temperatura del nostro pianeta è aumentata di poco meno di 1 °C in media (ma molto di più nelle zone artiche e in zone particolarmente sensibili come le aree montuose alpine).

Per quanto riguarda il Piemonte, esso si trova al confine tra due zone particolarmente sensibili al cambiamento climatico, il Mediterraneo e le Alpi.
Infatti, le osservazioni disponibili ed elaborate da Arpa Piemonte, hanno evidenziato un aumento delle temperature nella regione di 1.5 °C negli ultimi 60 anni, in pratica il doppio rispetto alla media globale.

Il fiume Po – Immagine di pubblico dominio

Le precipitazioni invece non sono cambiate in modo significativo, sebbene vi sia un debole segnale statistico di un aumento degli eventi “estremi” negli ultimi anni. In altre parole: periodi siccitosi più prolungati alternati a piogge più intense.

Questa tendenza è stata confermata anche quest’anno, basti pensare che il mese di marzo 2021 è stato in Piemonte il quarto marzo più secco degli ultimi 70 anni, con una media di 8,3 mm di pioggia sull’intera regione e da 52 giorni non si registra una precipitazione con almeno 5 millimetri. Meno piovosi sono stati solo marzo ‘del ’61, con 4,3 mm, del ’53, con 4,9 mm, e del ’97, con 7,7.

Un effetto molto appariscente del cambiamento climatico in Piemonte è stato l’anticipo del periodo di disgelo che, al di sopra dei 2000 m di quota, risulta essere in anticipo di quasi un mese nel corso degli ultimi 60 anni.
Come conseguenza (anche se non unica), i ghiacciai del Piemonte hanno subito un forte arretramento nell’ultimo secolo. Inoltre le specie vegetali ed animali si stanno spostando verso quote più elevate man mano che le nostre montagne sono interessate da un clima più mite.

Per quanto riguarda l’inverno 2020/2021, la copertura nevosa è “fortemente deficitaria” ovunque tranne che sulle Alpi Lepontine, e la risorsa idrica immagazzinata nella neve evidenzia un deficit nel volume del 20%.

Cosa fare allora per affrontare i cambiamenti climatici?

Sicuramente l’uomo si è sempre adattato al clima che cambia, sebbene alcuni segnali evidenziano questo mutamento più repentino di quelli passati, per cui è necessario studiare attentamente quanto accade e imparare a convivere con le nuove condizioni.

Resta il fatto che si dovrebbe in ogni caso ridurre l’emissione dei gas clima-alteranti attraverso l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e sostenibili per l’ambiente.
Qui ogni cittadino può fare la sua parte attraverso comportamenti quotidiani più attenti, sia accelerando la transizione verso l’utilizzo di tecnologie sempre più rispettose dell’ambiente.

About the Author

- Studente laureato in Fisica, ora specializzando in Sistemi Complessi presso l'università di Torino. Si occupa principalmente delle complessità atmosferiche ed è appassionato di clima e pattern meteorologici.