Published On: sab, Lug 3rd, 2021

Le acque di balneazione europee migliorano sempre più

Leggiamo spesso, da chi strumentalizza la protezione dell’ambiente, che le azioni fatte in questi anni in difesa degli ecosistemi siano inutili e siano solo propaganda. Fortunatamente c’è la scienza e ci sono le misure che invece ci confortano sull’importanza di azioni mirate per ridurre gli impatti ambientali.

Qualche settimana fa è stata pubblicata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) il rapporto sul monitoraggio delle acque di balneazione di oltre 20.000 siti lungo le coste europee. L’83% dei siti analizzati risulta di qualità eccellente, mentre il 93% dei campioni risulta comunque sufficiente. Eccellono le coste di Cipro, Malta, Grecia e Croazia che superano nei loro rispettivi paesi il 95% di acque di balneazioni con il giudizio più alto.

Soddisfazione da parte del direttore dell’AEA Hans Bruyninckx che afferma:

La qualità delle acque di balneazione europee rimane elevata dopo quarant’anni di azioni volte a prevenire e ridurre l’inquinamento. La normativa dell’UE ha contribuito non solo a migliorare la qualità complessiva, ma anche a individuare gli ambiti in cui è necessario un intervento specifico.

In particolare le azioni sulle acque reflue, portate all’attenzione in ambito europeo nel 1991 e poi via via applicate nei paesi membri, stanno iniziando a portare buoni frutti.

Percentuale di acque eccellenti in Europa (Polonia e UK dati parziali)
(Credit AEA)

Le acque vengono monitorare anche a livello lacustre e oltre ai Paesi UE anche Albania e Svizzera hanno aderito a questo progetto seguendo gli standard comunitari. I giudizi, in base alle quantità di batteri fecali riscontrati nei campioni, vanno da eccellente a scarso. 

Per quanto riguarda l’Italia diciamo che la situazione è pressoché stabile, si segnala un leggero miglioramento sia del dato di costa con acque eccellenti, sia diminuiscono i siti con acque scarse. Le acque eccellenti passano da 88,2% a 88,7%, mentre le acque di qualità scarsa (dunque non balneabili) passano da 1,9% a 1,7%. Di certo l’Italia avendo una forte pressione sulle coste sia in termini turistici, ma anche industriali ha ancora strada da fare, ma arrivare a superare il traguardo del 90% di location con acque eccellenti non è così lontano.

Per consultare il report relativo all’Italia (in inglese) cliccare qui

Per consultare la normativa europea (in inglese) in merito alle acque di balneazione cliccare qui

Fonti Consultate: Agenzia Europea Ambiente

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG e Clubhouse: @latitude_45