Published On: gio, Gen 20th, 2022

Etna: nuova ricerca fa luce sulle eccezionali emissioni di CO2 prodotte dal vulcano

Alcuni vulcani mostrano emissioni di biossido di carbonio eccezionalmente elevate rispetto alla quantità che può essere disciolta nei loro magmi. L’Etna ne è forse l’esempio più eclatante, poiché contribuisce per il 10% (9.000 tonnellate al giorno) all’attuale emissione vulcanica globale di CO2. Ne erutta tre volte di più rispetto al Kilauea nelle Hawaii, dal quale, tuttavia, fuoriesce una quantità di magma quattro volte superiore.
In effetti le emissioni non mostrano alcuna correlazione con i volumi di magma, e di conseguenza risultano di difficile stima.

Ora, grazie ad una ricerca condotta da un team internazionale di geologi, tra cui ricercatori delle Università di Firenze (Italia), Colonia (Germania) e dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), si è scoperto che la causa di tale situazione è il trasporto di anidride carbonica immagazzinata nel mantello litosferico terrestre sotto l’altopiano ibleo.

Per raggiungere questa conclusione, il team ha determinato i rapporti di un particolare insieme di elementi nei magmi emessi dai vulcani utilizzando metodi di misurazione all’avanguardia e ad alta precisione; studiando i magmi di quattro vulcani (Etna, Vulture, Stromboli e Pantelleria) e utilizzando i due elementi rari Niobio (Nb) e Tantalio (Ta) come traccianti.

Cono vulcanico dell’Etna

Lo studio ha rivelato che i magmi dell’Etna e del Monte Vulture sono caratterizzati da rapporti Nb/Ta estremamente elevati, superiori a qualsiasi altro vulcano attivo intraplacca. Ciò significa che le composizioni del magma testimoniano la presenza di domini del mantello litosferico al di sotto dell’Italia meridionale estremamente ricchi di carbonio.

Il processo è direttamente correlato al complesso contesto geodinamico della regione: i domini del mantello litosferico ricchi di carbonio si trovano sotto l’altopiano ibleo nella Sicilia meridionale. Questi domini vengono trasportati sotto l’Etna per mezzo dell’attività tettonica, in particolare il rollback (ovvero la forza di trazione) della placca di subduzione ionica. Ed è probabile che si verifichi un meccanismo simmetrico sull’altro lato della placca ionica, sotto il Monte Vulture.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geology.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it