Published On: gio, Mar 31st, 2022

Earendel, la stella più lontana

Ogni singola stella visibile nel cielo notturno appartiene alla nostra galassia, la Via Lattea. Viste le enormi distanze dell’universo le altre galassie ci appaiono come macchie lattiginose, risolvibili (quelle più vicine) soltanto parzialmente con i più potenti telescopi della Terra.

Ora, come riportato sulla rivista Nature, in un ammasso di galassie denominato WHL0137-08, gli astronomi hanno scoperto la singola stella più lontana. L’hanno chiamata Earendel (stella nascente) ed è tra 50 e 500 volte più massiccia del Sole.
La sua osservazione si è resa possibile grazie al fenomeno noto come “lente gravitazionale”, grazie al quale è avvenuta la scoperta ad opera degli astronomi del Cosmic Dawn Center del Niels Bohr Institute e del DTU Space.

LA LENTE GRAVITAZIONALE

Tra le meraviglie previste dalla teoria della relatività di Einstein c’è la capacità della massa di “curvare” lo spazio stesso. Quando la luce passa vicino a oggetti massicci, il suo percorso segue lo spazio curvo e cambia direzione. Se un oggetto massiccio si trova tra noi e una fonte di luce distante sullo sfondo, l’oggetto può deviare e focalizzare la luce come una lente, ingrandendone l’intensità.

Credit: NASA/ESA

Quella di Earendel è stata una stupefacente coincidenza cosmica, dove le galassie si sono allineate in modo tale da focalizzare la luce della stella verso di noi, ingrandendola migliaia di volte.
Il resto l’ha fatto lo storico telescopio spaziale Hubble, con 9 ore di esposizione.

Oltre ad essere un risultato sorprendente in sé, l’osservazione di Earendel offre una possibilità unica di investigare l’universo primordiale.
La luce che viene emessa è partita quando l’universo aveva meno di un miliardo di anni, ossia solo il 6% della sua età attuale.
Per misurare la sua luminosità, gli astronomi hanno costruito un modello fisico della lente gravitazionale. L’esatta natura della sorgente luminosa dipende dal loro modello, ma il fatto che gli astronomi siano così sicuri che il puntino sia in realtà una singola stella, è in parte dovuto al fatto che molti modelli diversi danno all’incirca la stessa risposta.

IN ATTESA DEL JAMES WEBB

Tuttavia, Earendel potrebbe in linea di principio essere più di una stella, situata molto vicino l’una all’altra. Per verificare se questo è il caso, il team ha richiesto (e si è aggiudicato) il tempo di osservazione con il telescopio spaziale James Webb lanciato di recente. L’ultimo arrivato non solo risolverà l’arcano, ma permetterà di misurare la sua composizione chimica.
Earendel potrebbe essere il primo esempio conosciuto della prima generazione di stelle dell’Universo.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it