Published On: sab, Lug 9th, 2022

James Webb: quali saranno le prime immagini che vedremo il 12 Luglio?

C’è attesa per la diffusione delle prime immagini catturate dal nuovo telescopio spaziale James Webb. Il successore di Hubble, costato circa 10 miliardi di dollari, è pronto a scandagliare l’universo per rivelare i più antichi segreti del cosmo. Ma quali saranno le prime immagini che le agenzie spaziali ci forniranno?

LE PRIME IMMAGINI DEL JAMES WEBB

Un comitato internazionale ha deciso che la prima ondata di immagini scientifiche a colori includerebbe la Nebulosa della Carena, un’enorme nube di polveri e gas a 7.600 anni luce di distanza, così come la Nebulosa Anello Meridionale (NGC 3132), che circonda una stella morente a 2.000 anni luce di distanza.

La nebulosa della Carena vista dal telescopio Hubble

La prima è nota per i suoi imponenti pilastri che includono la “montagna mistica”, un pinnacolo cosmico alto 3 anni luce già catturato in un’immagine iconica da Hubble.

Webb ha anche effettuato una spettroscopia, un’analisi della luce che rivela informazioni dettagliate su un gigante gassoso chiamato WASP-96 b, scoperto nel 2014. A quasi 1.150 anni luce dalla Terra, WASP-96 b ha circa la metà della massa di Giove e gira intorno alla sua stella in soli 3,4 giorni.

Poi arriverà il Quintetto di Stephan, un ammasso di galassie distante 290 milioni di anni luce. Quattro delle cinque galassie all’interno del quintetto sono “bloccate in una danza cosmica di ripetuti incontri ravvicinati“, ha affermato la NASA.

Credit: NASA/ESA/Brian Welch (JHU)/Dan Coe (STScI)/Alyssa Pagan (STScI).

Infine, forse la più allettante di tutte, Webb ha raccolto un’immagine dell’universo remoto sfruttando ammassi di galassie (Smacs 0723) come lente d’ingrandimento cosmica, nella quale si vedono galassie estremamente distanti e deboli. Un fenomeno noto come “lente gravitazionale”, che utilizza la massa delle galassie più vicine per distorcere la luce degli oggetti retrostanti.

Le capacità di vedere nell’infrarosso consentono al nuovo James Webb di scandagliare il cosmo sino agli albori del Big Bang, con una risoluzione senza precedenti.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it