Published On: gio, Gen 19th, 2023

Ricordando il radiotelescopio di Arecibo, a due anni dal crollo

Costruito più di sei decenni fa in una dolina carsica, oggi i resti del grande radiotelescopio occupano le pendici calcaree della costa settentrionale di Portorico, a circa 80 chilometri a ovest della capitale San Juan. Sono trascorsi poco più di 2 anni da quando 800 tonnellate di acciaio crollarono nella “ciotola” di cemento bordata di foreste. La parabola di Arecibo, larga 305 metri, deve la sua scomparsa all’inesorabile scorrere del tempo che, in concomitanza di fondi limitati, contribuì a rendere trascurate ed obsolete le sue infrastrutture. Il grande radiotelescopio di Arecibo, in Portorico, ha rappresentato per un’intera generazione il sogno di scovare forme di vita intelligenti nell’universo, ma le sue origini sono di gran lunga più oscure.

LE ORIGINI

Durante la guerra fredda le superpotenze costruirono arsenali di missili balistici in grado di spianare intere città e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti cercò nuovi modi per intercettare le testate sovietiche che si fossero avvicinate alla costa. Poiché le testate ad alta velocità ionizzano le regioni dell’atmosfera che riflettono le onde radio, l’Advanced Research Projects Agency scoprì che sarebbe stato possible seguirle. 

Inoltre, il progetto avrebbe consentito una migliore comprensione della ionosfera, lo strato di atmosfera che si estende sino a 960 Km sopra la superficie terrestre.
Nel 1958, pertanto, la Cornell University propose la costruzione di un ambizioso osservatorio, inquadrandolo come una struttura a duplice uso. Quando Arecibo aprì i battenti nel novembre 1963 come Osservatorio ionosferico, con un costo di costruzione stimato di 9,3 milioni di dollari, le dimensioni di 20 acri lo resero il più grande radiotelescopio del mondo, un titolo che mantenne per più di mezzo secolo. Un record poi superato nel Luglio 2016 dal telescopio sferico cinese FAST.

DA MANI MILITARI A MANI CIVILI

Nell’Ottobre del 1969 la sua proprietà passò dal Dipartimento della Difesa alla National Science Foundation (NSF), gestita dalla Cornell University per più di quattro decenni. Con questa transizione dalle mani militari a quelle civili avvenne il cambio di nome al National Astronomy and Ionospheric Center (NAIC). Sedici registi – provenienti dagli Stati Uniti, dall’Australia, dalla Norvegia, dall’Uruguay, dall’Italia e dallo stesso Porto Rico – trasformarono Arecibo da una risorsa militare guidata dalla Guerra Fredda in una struttura di ricerca multidisciplinare, il cui nome ora rimane sinonimo di esplorazione. Questo cambiamento portò a un aumento della produzione scientifica, anche se durante la sua prima fase militare, Arecibo offrì ugualmente informazioni del cosmo.

Ad esempio, nell’aprile del 1964, cinque mesi dopo l’apertura, gli astronomi di Arecibo misurarono la velocità di rotazione di Mercurio (59 giorni terrestri). In anni più recenti, gli astronomi mapparono la distribuzione del ghiaccio nelle regioni polari del pianeta più interno del sistema solare. Inoltre, acquisì immagini radar di Marte e contribuì a identificare i laghi di idrocarburi sulla superficie della grande luna di Saturno, Titano. La grande antenna aiutò poi i ricercatori a scoprire la periodicità di 33 secondi della Pulsar del Granchio, fornendo ai fisici la prima solida prova empirica dell’esistenza di stelle di neutroni. Inoltre, grazie alle osservazioni condotte con questo strumento, Russel Hulse e Joseph Taylor Jr. vinsero il premio Nobel per la fisica nel 1993. Arecibo osservò la cometa Encke, e da esso derivò la catalogazione di oggetto potenzialmente pericoloso per 4769 Castalia, avvicinatosi alla Terra nell’Agosto 1989.

IL MESSAGGIO DI ARECIBO

Nonostante tutti i suoi preziosi contributi scientifici, tuttavia, è stato il cosiddetto messaggio di Arecibo a conquistare il vero successo popolare dell’osservatorio. Nel novembre 1974, gli scienziati usarono il radiotelescopio per inviare un messaggio verso Messier 13, un ammasso globulare di oltre 100.000 stelle situato a circa 25.000 anni luce di distanza nella costellazione di Ercole.

Il messaggio inviato dal grande radiotelescopio nel 1974

I 1.679 bit di dati del messaggio di Arecibo includevano una rozza rappresentazione grafica di un essere umano, la posizione della Terra all’interno del sistema solare e la doppia elica del DNA. Sebbene non sia mai stato inteso come uno sforzo serio per facilitare la comunicazione con gli extraterrestri, il messaggio di Arecibo è stata una prima dimostrazione della nostra capacità tecnologica di farlo. Non c’è libro di quegli anni che non riportasse questa informazione.

LA FINE DELL’OSSERVATORIO

Con l’aumento vertiginoso dei costi di riparazione, l’integrità strutturale dell’osservatorio fu pericolosamente in bilico. La NSF, pertanto, annunciò lo smantellamento dell’enorme parabola. Ma il destino, purtroppo, aveva altri piani.

Il radiotelescopio danneggiato – Credit: Osservatorio di Arecibo

Alle 7:55 ora locale del 1 Dicembre 2020, in un intervallo di meno di 30 secondi, l’hardware indebolito dall’età e la corrosione legata all’umidità causarono il cedimento e lo strappo dei cavi di supporto di una delle tre torri, con l’antenna sospesa che si schiantò a più di 150 metri nella parabola sottostante. Poi, nel settembre 2017, Madre Natura ha mostrato la sua mano. L’uragano Maria di categoria 4 colpì Porto Rico con venti spietati a 240 Km/h. Durante l’evento meteorologico una delle antenne line-feed di Arecibo si staccò e causò uno squarcio di 30 metri nella parabola. Seguirono poi i danni del terremoto del 2019 e al 2020 si devono le rotture dei cavi corrosi.
Oggi, i resti accartocciati della piattaforma di ricezione giacciono sparsi nella valle sottostante, ma è possibile visitare le installazioni radar e Lidar, ancora operative.

DAL CINEMA ALLA CONSERVAZIONE 

Le autorità portoricane stanno identificando oggetti di valore scientifico e culturale da conservare ed esporre in loco o nei musei. La perdita del radiotelescopio di Arecibo ha lasciato un vuoto enorme nelle nostre capacità di fare efficacemente radioastronomia. Un vuoto difficile da colmare, non tanto dal punto di vista tecnologico, quanto emotivo. Nonostante la struttura abbia vinto premi di ingegneria meccanica, informatica ed elettrica, la popolarità fornita dal cinema con GoldenEye (1995) e Contact (1997), ha giocato un ruolo fondamentale nel fornigli quel fascino che ha colpito il grande pubblico. Perché in fondo, la sua fine ha intaccato parte dei ricordi della nostra vita.

Jodie Foster dal film “Contact”

Contact“, con Jodie Foster, riconosciuto come uno tra i migliori film di fantascienza, pose l’attenzione al dibattito fede-scienza. In quella pellicola Hollywoodiana l’attrice veste i panni di una scienziata del SETI, il programma dedicato alla ricerca della vita intelligente nel cosmo e la struttura appare nelle fasi iniziali del film, quando la protagonista incontra Joss Palmer (Matthew McConaughey), un pastore evangelico. La trama della pellicola prevede, guarda caso, un taglio dei fondi alle ricerche della protagonista, che quindi è costretta a lasciare il grande radiotelescopio.

Arecibo è stata aggiunta al registro nazionale dei luoghi storici degli Stati Uniti nel 2008.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it