Published On: Mar, Ago 19th, 2025

Cogne al voto per il Comune

Il 28 settembre 2025 si voterà per rinnovare i consigli comunali di 65 Comuni sui 74 valdostani. Tra questi ci sarà anche il Comune di Cogne. Dal 1946, con l’avvento della Repubblica, sarà la 17ª volta che si vota per rinnovare il Consiglio comunale. Dal dopoguerra a oggi si sono avvicendati 12 sindaci. Alla conclusione del secondo conflitto mondiale, subito dopo la liberazione del 1945, furono indette libere elezioni (a cui votarono solo i capi famiglia) e a ricoprire questa carica provvisoria fu indicato David Francesco. Le prime elezioni ufficiali del dopoguerra risalgono al 24 novembre 1946, quando fu eletto Dayné Celestino, che figura dunque come il primo sindaco a seguito delle riforme dello Stato. Si sono succeduti poi: Jeantet Giuseppe, Gilliavod Giuseppe, nuovamente Dayné Celestino, quindi Dayné Giuseppe, Jeantet Ferdinando, Cunéaz Umberto, Chillod Rodolfo, ancora Dayné Celestino, Ruffier Osvaldo, Zanivan Bruno e Allera Franco.

Fra i 12 sindaci di Cogne, ecco alcune curiosità. Osvaldo Ruffier è stato in assoluto il sindaco più duraturo: ha governato ininterrottamente Cogne dal 1971 al 2003 per circa 32 anni, un totale di 11.615 giorni, venendo eletto in 5 tornate elettorali (quando non esisteva il limite dei mandati). Seguono, a distanza, Franco Allera, con 3 mandati consecutivi (in corso l’ultimo), Bruno Zanivan con circa 8 anni di mandato e Dayné Celestino con circa 6 anni di governo distribuiti su 3 mandati non consecutivi. Solo a partire dal secondo mandato di Osvaldo Ruffier (consiliatura 1975-1980 e successive), per la prima volta un sindaco di Cogne ha completato un intero quinquennio. È poi accaduto nuovamente con Bruno Zanivan (consiliatura 2005-2010) e con Franco Allera (consiliatura 2010-2015 e successive). Spesso, nel corso degli ultimi 80 anni, ci sono stati avvicendamenti, elezioni anticipate, ecc. Da segnalare la tragica scomparsa del sindaco Umberto Cunéaz che, alla sua elezione nel 1965, era il più giovane sindaco valdostano. Morì due anni dopo per un malore, all’età di 29 anni, lasciando sgomento il paese. Lo sostituì il suo vice, Chillod Rodolfo, fino a fine mandato nel 1970.

Le consigliature più lunghe, tra una elezione e l’altra, sono state: la prima, durata dal novembre 1946 al maggio 1952 (2.009 giorni), seguita dalla consigliatura 2015-2020 che, a causa della pandemia, ha visto lo spostamento delle elezioni da maggio a settembre 2020, con una durata di 1.960 giorni. Al terzo posto il mandato 1965-1970 con 1.841 giorni. La più breve è stata quella del 1952-1956 con 1.641 giorni.

In termini di affluenza al voto, molto dipende dalle liste in gioco, che solitamente sono sempre state due. Solo due volte nella storia, quando si è presentata una sola lista, c’è stata una scarsa affluenza o meglio un segnale di malcontento per assenza di competizione; mentre con una sfida interessante tra due liste o tre l’affluenza è stata alta. Va segnalato anche un lento e costante calo della partecipazione che è generale dappertutto. La massima affluenza, pari al 94% degli elettori, risale alla tornata del 7 giugno 1970, mentre la più bassa è quella del 24 novembre 1946, con solo il 44% degli elettori. In quell’occasione pesavano probabilmente la situazione di instabilità e la disaffezione politica dovuta alla guerra e al regime. L’ultima tornata (2020), con una sola lista e complice la pandemia, ha visto votare solo il 69% degli aventi diritto.

In media, a Cogne si sono sempre presentate due liste, tranne nel 2005 e nel 2020, quando ce n’era una sola. Tre liste si presentarono nel 1975 e nel 1985, e sembrerebbe sarà così anche nella prossima tornata di quest’anno. I voti nulli o bianchi hanno toccato il 26% nel 1990, quando comunque le liste erano due. Più fisiologico il 25% nel 2005 e nel 2020, tornate elettorali con lista unica. Nel 1995 si è toccato il minimo storico di schede bianche o nulle, poco oltre il 2%. Nel 1946 furono quasi il 20%, ulteriore segno che quella prima tornata elettorale della Repubblica fu segnata dal voto di protesta postbellico: di fatto, solo il 35% dei cougnén si espresse validamente.

L’andamento degli aventi diritto è strettamente legato alla demografia di Cogne. Il record, con 1.338 aventi diritto, risale al 1961, quando la miniera era ancora in piena attività e il paese attirava molti minatori che poi si stabilivano a Cogne con le proprie famiglie. Il minimo è stato nel 2020 con 1.114 aventi diritto. Il trend è stato un calo costante dal 1965 in poi. Il massimo numero di votanti effettivi è stato 1.212 nel 1970, anno anche della massima affluenza. La tornata con meno votanti è quella del 2020, con soli 779, a causa della pandemia, della diminuzione della popolazione e della presenza di una sola lista.

Le elezioni si sono quasi sempre svolte in primavera (maggio o giugno), tranne che nel 1946 e nel 1956 (novembre). Nel 2020 e ora nel 2025 si tengono a settembre, in coincidenza con le elezioni regionali, nel cosiddetto “election day”. A proposito di Conseil de la Vallée, Cogne non è quasi mai riuscita a esprimere un consigliere regionale: un vero peccato per la nostra comunità ai piedi del Gran Paradiso, tra le più peculiari della regione, che così non riesce a far valere appieno le proprie necessità. Nella storia della Regione, dal 1949 in poi, l’unico cougnen che ha occupato uno scranno di Place Deffeyes (in 4 legislature) fra gli anni ’50 e ’70., facendo anche l’assessore per pochi mesi, è stato proprio Daynè Celestino. Poi più nulla.

Nel 1995 è stata promulgata la legge regionale n. 4 del 9 febbraio (e successive modifiche), che regola le elezioni comunali valdostane con le elezioni dirette dei sindaci e dei vice. Per i Comuni sopra i 1.001 abitanti, come Cogne, è previsto un sistema maggioritario: è sufficiente avere un voto in più come lista per ottenere 11 dei 15 seggi del Consiglio comunale. Le liste possono avere da 11 a 15 candidati. Sindaco e vicesindaco sono automaticamente eletti senza preferenze, mentre i consiglieri vengono eletti in base alle preferenze personali. Esempio: se la lista A vince con 15 candidati, entreranno sindaco, vicesindaco e i 9 consiglieri più votati; la lista B porterà invece 4 persone (candidato sindaco, vicesindaco e i due consiglieri più votati). Nella lista vincente ci saranno dunque 4 esclusi, nella lista perdente 11 esclusi. In sintesi, la maggioranza avrà 11 seggi e l’opposizione 4. Con 3 liste, i 4 seggi dell’opposizione vengono ripartiti proporzionalmente ai voti e ai resti. In caso di esatto pareggio tra le due prime liste si andrebbe al ballottaggio (per questa tornata il 12 ottobre 2025) e, nell’improbabile caso di ulteriore parità, verrebbe eletto il candidato sindaco più anziano. Considerata la difficoltà per i piccoli comuni valdostani a trovare candidati, è stato derogato (solo per il 2025) il limite dei tre mandati introdotto dalla legge del 1995 e abbassata al 40% la soglia minima di affluenza (prima al 50%), per evitare il commissariamento in caso di lista unica.

Per candidarsi basta essere cittadini italiani, non è necessaria la residenza nel Comune dove ci si candida. Dal 1995 a oggi, con il nuovo sistema maggioritario che ha garantito maggiore stabilità, si sono succedute 6 tornate elettorali con 119 candidati. In questi 30 anni si sono sempre presentati 15 candidati (quando le liste erano due o nel 2005 con lista unica), mentre nel 2020, con lista unica, i candidati furono 14 (ricordiamo il minimo è 11). Fra i circa 100 candidati analizziamo i record di preferenze. Il maggior numero di voti di preferenza è di Mirko Carlesso con 202 voti (elezioni 2015) segue Andrea Celesia con 188 (2010), Visetti Enrico con 187 (2010), Cavagnet Fabio con 185 (2010) ed Eleonora Trento con 183 (2015), prima donna nella storia di Cogne a registrare il maggior numero di preferenze.

Oltre al Consiglio Comunale, che viene eletto direttamente dai cittadini, c’è la Giunta Comunale che è composta dal Sindaco e Vice Sindaco a dagli assessori. Secondo la normativa, per Cogne, gli assessori sono nel numero di tre. La Giunta è di fatto la forma di governo più alta del Comune ed è il sindaco stesso che scegli e nomina, fra i i consiglieri eletti, gli assessori che la comporranno. Se vogliamo fare un paragone azzardato il Consiglio Comunale è come se fosse il Parlamento, mentre la Giunta è come se fosse il Governo con i suoi ministri.

Per le elezioni comunali è possibile esprimere o solo il voto di lista, con la croce sul simbolo (che vale automaticamente per sindaco e vicesindaco), e/o fino a 3 preferenze. Non è consentito esprimere 3 preferenze tutte per candidati dello stesso genere: è possibile indicare 2 uomini e 1 donna o 2 donne e 1 uomo. Se vengono scritti 3 nomi dello stesso genere, la terza preferenza è nulla. In ogni caso è anche possibile mettere una sola preferenza o metterne due e con solo 2 nomi possono essere 2 uomini o 2 donne senza annullamento di una preferenza.

Questa, in sintesi, è la storia delle elezioni comunali a Cogne dai tempi della nascita della Repubblica. Chissà quante vicende si celano dietro quei freddi numeri: in questi 80 anni gli uomini e le donne di Cogne che hanno ricoperto ruoli istituzionali hanno dovuto affrontare emergenze, fatti di cronaca, sfide quotidiane. Ci sono state aspettative, attese, paure, tensioni, battaglie, ideali, dibattiti, discorsi e notti insonni sia dei candidati o dei consiglieri, degli assessori, dei sindaci e degli stessi cittadini. Un patrimonio di esperienze che meriterebbe un libro, ma di cui purtroppo molte testimonianze sono andate perse o non sono mai state raccontate.

Oggi, in un periodo di forte disaffezione verso la politica e di scarsa propensione ad assumersi grandi responsabilità, in cui fare l’amministratore comunale equivale quasi a un atto di volontariato, ci si pongono molte domande. In un piccolo comune come Cogne, che conta poco meno di 1.400 residenti, quale può essere il futuro? C’è chi sostiene che le battaglie politiche e ideali appartengano al passato, in un mondo che cambia rapidamente e in cui i piccoli comuni rischiano di essere schiacciati. Da qui la proposta di unire le forze in una lista unica, anche alla luce dell’abbassamento del quorum. Altri invece auspicano maggiore vivacità democratica, con più liste in campo per poter scegliere persone e programmi diversi e un vivo e necessario dibattito.

Tra i sindaci più noti di Cogne, prima del 1946, ricordiamo il dottor Grappein (sindaco a cavallo dell’Ottocento), che lasciò un segno indelebile nella comunità. Portò avanti battaglie storiche e innovative, che però lo misero anche in difficoltà a causa di forti contrasti interni. Tra le sue eredità più celebri resta la citazione “Cogne roudze Cogne”, cioè “Cogne rosicchia Cogne”. Ma oggi, quale significato assume questa frase? La parola spetta ai cittadini di Cogne.

Fonti consultate: Regione VdA, Consiglio VdA, Celva, ANPI, La Stampa Archivio Storico

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- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45