Piccolo idroelettrico, grande opportunità
L’idroelettrico è l’energia rinnovabile più utilizzata nel secolo scorso e che ad oggi, ed è ancora la “regina” delle rinnovabili se si considera il solo comparto elettrico. In particolare le rinnovabili hanno prodotto nel 2024 a livello mondiale quasi 10 petawattora (ovvero 10 milioni di GWh), pari al 40,9% della produzione mondiale di elettricità (fonte)
Di questa grande quantità di energia l’idroelettrico ha prodotto poco meno della metà, lasciando ad eolico e fotovoltaico lo share rimanente, con percentuali piccole che si riferiscono ad altre energie rinnovabili, come la geotermia e le bioenergie in ogni caso importanti come fonti di energia primaria. Il 2024 è stato un anno di ripresa dovuta al superamento di una siccità globale preoccupante che ha colpito il pianeta nel 2022, mentre il “pace” di crescita dell’idroelettrico ha senz’altro un ruolo minore nell’aumento della produzione del 2024, pari al 4,3%, mentre l’installato è aumentato solamente dell’1.7%, con una percentuale rilevante, anche se non preponderante, di impianti di pompaggio e generazione.
Nell’idroelettrico la “tassonomia” è complessa e non del tutto assodata. In linea generale si può fare una suddivisione tripartita:
- Grande idroelettrico, il cui spartiacque si colloca sopra i 10 MW
- Piccolo idroelettrico, complementariamente sotto i 10 MW
- Impianti di pompaggio/generazione, con funzione di accumulo e rilascio di energia generata da altre fonti
Distinguere tra idroelettrico a bacino ed idroelettrico ad acqua fluente è un’operazione leggermente diversa, che attiene alle capacità di programmazione degli impianti e che riguarda le modalità di raccolta dell’acqua stessa. Pertanto confondere il grande idroelettrico con l’idroelettrico a bacino è di per sè errato, se si pensa che impianti enormi, come Itaipù o Isola Serafini, sono impianti non programmabili e ad acqua fluente, non avendo la possibilità realizzare accumuli. In ogni caso lo spartiacque dei 10 MW è una discriminante pratica che ci consente di parlare di un taglio di impianti più piccolo, certamente meno importante in termini di produzione, ma con buone possibilità di crescita in un’ottica anche di sostenibilità. E’ difficile separare rigidamente il grande idroelettrico dal piccolo idroelettrico ma, concentrandosi su questa taglia, si propone un’ulteriore suddivisione degli impianti:
- Piccolo idroelettrico da 1 a 10 MW
- Mini idroelettrico da 100 kW a 1 MW
- Micro idroelettrico da 5 a 100 kW
- Pico idroelettrico, sotto i 5 kW
Una ricerca condotta in 21 Stati dell’Unione Europea, nel 2019 ha individuato oltre 65 mila possibili siti per portare avanti nuove iniziative di piccolo idroelettrico su briglie storiche, presso vecchi mulini o canali. Il potenziale inespresso è stato stimato in 6,8 TWh (fonte: Renewable Energy Volume , April 2019 “An assessment of micro-hydropower potential at istoric watermill, weir, and non-powered dam sites in selected EU countries Petras Punys , Algis Kvaraciejus , Antanas Dumbrauskas , Linas Šilinis , Bogdan Popa). A livello mondiale, invece, un lavoro approfondito dell’UNIDO del 2022 parla di circa 140 GW di possibili nuove installazioni. Non si parla, invero, di produzione e la cautela, anche in relazione al cmabiamento climatico, deve essere grande. In ogni caso il possibile boost di installazioni è davvero grande se si considerano le taglie di cui si sta parlando, e potrebbe consentire da solo un aumento di installato attorno al 10%. Sono valori sorprendenti che ci portano a pensare: con tutti i caveat relativi alle policy ambientali, esistono anche nella mia zona possibili soluzioni a basso impatto che consentano di aumentare la generazione distribuita da fonte rinnovabile? E’ economicamente ed ambientalmente sensato pensare all’utilizzo di queste fonti non ancora “sfruttate”? La risposta di chi sta dalla parte dell’ambiente è: sì! Nel 2024 il consumo di energia fossile è ancora aumentato, perchè sono aumentate le esigenze di sviluppo nei Paesi emergenti. Aumentare la produzione da energia rinnovabile è un’operazione assolutamente opportuna rispetto ai tanti obiettivi di conservazione e di diminuzione dei gas serra, e quindi con questo piccolo ci siamo sentiti di promuoverla.

Capacità di piccolo idroelettrico sviluppata e potenziale, per regioni geografiche; fonte UNIDO 2022












