Published On: Gio, Set 18th, 2025

Quante sono le Nazioni indipendenti?

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Una canzone di un famoso cantante tedesco dice: “Es gibt hundertvierneuzig Länder”. Dunque la risposta dovrebbe essere 194!

In effetti i Paesi membri delle Nazioni Unite sono 193 e ad essi va aggiunto il paese osservatore della Città del Vaticano, lo Stato più piccolo del mondo con caratteristiche molto particolari.

Esistono diversi Stati di eccezione, per così dire, ovvero Nazioni che non sono del tutto indipendenti, e questioni molto controverse riguardo ad alcuni Stati non riconosciuti da tutta la comunità internazionale. Il caso più scottante è probabilmente quello dello Stato di Palestina, che è membro osservatore dell’ONU dal 2012. Si possono poi elencare certamente Taiwan e, nella classifica della notorietà molto staccato ma non per questo meno problematico la Repubblica Saharaui, ovvero il Sahara Occidentale. Stavamo quasi dimenticando lo “Stato” a noi più vicino che è oggetto di dispute internazionali: il Kosovo.

Altre nazioni non del tutto indipendenti ma con grandi autonomie sono la Groenlandia, oppure gli Stati liberi associati come Puerto Rico, Nuie e le Isole Cook che non emettono passaporto. Altri Stati associati, come le Isole Marshall, sono a tutti gli effetti indipendenti, hanno il loro passaporto ma delegano la difesa ad uno Stato più grande, nella fattispecie gli USA.

Quante curiosità sugli Stati, sovrani o meno, a partire dai passaporti, per arrivare alle loro capitali, alle etnie ed ai rapporti internazionali Seguite #GeoMagazine.it

Il cantante tedesco Mark Forster

About the Author

- ingegnere per l’ambiente ed il territorio, laureato a Trento, si è sempre occupato di progettazione idroelettrica, mercato dell’energia, idraulica ed ambiente. Ha numerose esperienze lavorative internazionali (Brasile, Africa centrale, Australia) ed una passione per la geografia e la cultura classica. Questa passione lo ha portato a laurearsi in geografia nel 2020 con una tesi sugli itinerari culturali. Velleità da periegeta e da geografo naïve non lo distolgono dal grande obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto al tema dell’energia, della sua produzione, del risparmio ed in un’ultima analisi della strategica importanza che questa commodity riveste. Il progetto GeoMagazine lo ha convinto sin dall’inizio e, oltre che alla produzione di articoli tra scienza e contaminazioni umanistiche, a rivestire il ruolo di editore di questa pagina di comunicazione scientifica ed ambientale, con l’obiettivo di renderla un canale di informazione imparziale ed obiettivo, lontano da semplificazioni, sottintesi e qualunquismo. Un canale che si rivolge ad un pubblico variegato in termini di età e formazione, ma che si pone una regola ferrea: analizzare i problemi, suffragarli, e spiegarli in modo semplice. Lo story telling che si può invece scorgere negli articoli più leggeri vuole essere una posa di positivismo ed un’ispirazione verso mondi inesplorati, fuori e dentro di noi.